Harden Houston Rockets

Dopo le emozioni della serata italiana, con la tiratissima sfida tra Boston e Milwaukee vinta dai Celtics all’overtime e il successo a sorpresa di Indiana sul parquet dei Cleveland Cavaliers di LeBron James, la nottata di playoff NBA prevedeva altre due partite, per la parte alta di tabellone della Western Conference. I pronostici, in questa occasione, sono stati rispettati, con le affermazioni in gara-1 delle squadre di casa (Houston e OKC), che hanno mantenuto, almeno per ora, il fattore campo. 

Oklahoma City Thunder-Utah Jazz 116 – 108 (1 – 0)

Paul George è qui per questo tipo di partite. Nel suo debutto ai playoff in maglia Thunder, PG13 è stato semplicemente devastante, battendo costantemente il diretto marcatore e non concedendo mai respiro alla difesa dei Jazz. A sostenerlo, ovviamente, il solito Russell Westbrook, carico a molla in vista di questi playoff in cui la sua franchigia si gioca tanto. Dall’altra parte, Utah era partita forte, spinta dall’entusiasmo del rookie Donovan Mitchell, ma alla distanza si è vista la minor esperienza a livello di playoff per gli uomini di coach Snyder. 

Houston Rockets-Minnesota Timberwolves 104-101 (1 – 0)

La testa di serie numero 1 fatica più del previsto, ma riesce a mantenere il fattore campo a favore. In gara-1, i Timberwolves, che tornavano ai playoff dopo quattordici anni (per la prima volta senza Garnett) hanno messo paura ai dominatori della Western Conference, nonostante una serata particolarmente avara al tiro per Karl-Anthony Towns, autore di soli 8 punti. A sorpresa, un grande contributo è arrivato dal redivivo Derrick Rose, in uscita dalla panchina. Dall’altra parte, però, James Harden ha giocato una partita da MVP, con 44 punti a referto e l’impressione di poter segnare a proprio piacimento. Un segnale importante per Houston, che in una notte in cui il supporting cast ha contribuito poco sono comunque riusciti a portar a casa la partita.