I casi Weinstein e Russiagate si sono rivelati decisivi, quest’anno, nell’assegnazione dei premi Pulitzer. Doppio riconoscimento per il New York Times, che conquista il prestigioso premio giornalistico americano prima con il New Yorker, per gli scoop sul caso Weinstein, poi con il Washington Post, per il Russiagate. I vincitori sono stati annunciati alla Columbia University e “mostrano la forza del giornalismo Usa durante un periodo di crescenti attacchi”.

La prima volta di un premio ad un rapper

Il riconoscimento, per la prima volta, è andato anche anche a un rapper: Kendrick Lamar, per la musica per l’album “Damn”. È il primo musicista non classico né jazz a vincere il riconoscimento nei 102 anni di storia del premio

 

New York Times e la rivincita su Trump

Proprio il New York Times e il Washington Post, che hanno ricevuto il massimo riconoscimento in campo giornalistico negli Usa, nell’ambito della sezione politica interna, per le loro inchieste sull’influenza di Mosca sulla campagna elettorale americana e le sue ripercussioni sull’elezione di Donald Trump, sono spesso definiti dal presidente stesso degli Stati Uniti i due quotidiani “fake news”.

Il movimento #Metoo Jodi Kantor e Megan Twohey del New York Times e Ronan Farrow del New Yorker sono stati premiati nella categoria di “giornalismo di servizio pubblico” per il caso svelato a inizio ottobre 2017 sulle violenze e le molestie del produttore da cui nasce il movimento #MeToo.