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Sicilia, l’ospedale di Trapani avrà l’elisuperficie

L’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani avrà una sua elisuperficie. Ad annuciarlo è il commissario dell’ASP di Trapani, Giovanni Bavetta. La gara d’appalto dovrebbe essere pubblicata entro un paio di mesi. Bavetta, infatti, ha ricevuto oggi il decreto del dirigente generale del dipartimento Urbanistica dell’assessorato regionale Territorio e ambiente, Giovanni Salerno, che autorizza l’esecuzione del progetto.

Fino ad oggi, l’elisoccorso del 118 utilizzava l’elisuperficie di Valderice, in contrada Seggio, oltre a una superficie alternativa per il volo notturno, idonea all’atterraggio dei velivoli HEMS (Helicopter Emergency Medical Service), all’aeroporto di Birgi.

Soddisfazione è stata espressa anche da Fabio Genco, direttore della Centrale operativa 118, bacino Palermo – Trapani: “con la nuova elipista al Sant’Antonio Abate di Trapani, anche nelle ore notturne l’eliambulanza del 118 potrà atterrare in loco. Un ringraziamento al commissario Bavetta, che fin dal suo insediamento all’Asp di Trapani, ha sposato la causa, affinché anche quella città si potesse dotare di una struttura altamente funzionale al sistema di emergenza urgenza”.

Un iter lungo e complicato quello per l’autorizzazione, iniziato con la bocciatura di un progetto dell’ASP da parte del comune di Erice, nel cui territorio ricadeva, perché in violazione del piano urbanistico, nel 2005. Nel 2009 riparte la procedura con la deliberazione n. 83 della Giunta regionale, che la inserisce nel programma di rete della protezione civile regionale. Ma i vincoli urbanistici e ambientali ne bloccano la realizzazione. Solo nel 2015, le nuove norme prevedono la possibilità dell’approvazione dello stralcio di variante urbanistica direttamente tramite la Regione e così l’ASP con il servizio Gestione tecnica, diretto da Francesco Costa, dopo le indagini geofisiche e geologiche, affida l’incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva della struttura. Progettista è stato nominato l’ingegnere Dario Ticali e coprogettista Leonardo Lisciandra. Il progetto, nel 2016, dall’assessorato alla Salute della Regione, viene trasmesso all’assessorato al Territorio e ambiente per il rilascio dell’autorizzazione.

Il progetto esecutivo prevede la realizzazione in un’area di 5.700 mq, attualmente libera alle spalle dell’ospedale, in contrada Raganzili, di un complesso infrastrutturale dotato elisuperficie per il decollo e atterraggio di elicotteri, opere di viabilità interna per l’accesso di ambulanze e mezzi di soccorso, impianto antincendio, sistema di illuminazione e segnaletica luminosa, sistema di apparati radio-aeronautici e meteorologici, opere di recinzione.

Dopo una lunga serie di pareri e autorizzazioni, dell’ufficio del Genio Civile di Trapani, della Sovrintendenza dei Beni culturali e ambientali, del settore Urbanistica del comune di Erice, dell’Aeronautica Militare, dell’ENAC, e infine il 20 novembre 2017, il parere favorevole da parte del consiglio comunale di Erice, sulla variante urbanistica relativa alla realizzazione della elisuperficie, arriva il 26 marzo 2018 il via libera del servizio 2 del Dipartimento regionale Urbanistica per la variante urbanistica che classifica l’area “F – Attrezzatura sanitaria elisuperficie”, confermata ora con il Decreto del dirigente generale n. 20 del 12 aprile 2018.

“Avevo promesso alla stampa, proprio un anno fa, all’atto del mio insediamento – continua Bavetta – che avrei fatto di tutto per accelerare l’iter di un’opera infrastrutturale indispensabile per un DEA di I livello come è il Sant’Antonio Abate. Adesso la gestione tecnica aggiornerà il progetto esecutivo ed entro due mesi pubblicheremo la gara d’appalto. Visti anche i tempi di realizzazione dell’analoga struttura di Taormina per il G7 dello scorso anno, sono convinto che prestissimo potremo già avere il nostro eliporto, che potrà essere utilizzato in caso di necessità, anche per esigenze di protezione civile e per l’antincendio”.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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