Ieri sera è andata in onda la prima puntata del Grande Fratello 15. Dovrebbe essere la versione originale, ovvero quella dei non famosi, anche se da subito si è potuto notare che molti dei personaggi che sono entrati nella Casa sono volti più o meno noti, specie per il pubblico che segue le altre trasmissioni di Barbara D’Urso.

Ci sono i vari “fidanzati di” o “ex fidanzati di” (lasciamo tempo al tempo, che nei reality non si può mai dire), la “figlia di”, la “nuora di”: famosi per riflesso, insomma. 

Guardando la prima puntata del Grande Fratello 15 mi rimbombava in testa un solo aggettivo: ingessato. Sia perché la padrona di casa è stata fasciata in un abito argentato che le impediva qualsiasi movimento, tanto da farla stare praticamente immobile per quattro ore, sia perché i meccanismi del reality – inevitabilmente – sono sempre gli stessi.

Si punta subito al trash, alle possibile dinamiche di coppia, al burino contro la viziata, ai doppi sensi. E, come se non bastasse, chi entra è già troppo smaliziato: sa come funzionano certi meccanismi, perché cresciuti a pane e reality, convinti che sia l’unico modo per sfondare nel magico mondo della televisione e far schizzare i propri follower sui profili social. 

Cosa rimane di vero? Cosa resta della parola reality? Se penso a Cristina, al bacio con Pietro Taricone al quarto giorno, al pizzaiolo Salvo, direi proprio niente. Rimane sempre il dubbio che le emozioni che vedremo nei prossimi giorni possano non essere autentiche: il pubblico cerca questo, un modo per immedesimarsi. Chissà se nei concorrenti di questa edizione lo troverà.