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Cani aggressivi, come gestirli? La parola all’esperto

Non sempre gestire il nostro cane si rivela un’impresa semplice. Accade spesso che il cane tenda a manifestare comportamenti aggressivi e di sfida sia con il suo stesso nucleo familiare sia sul territorio, con i suoi simili e con le persone a lui sconosciute. E’ bene quindi cercare di comprendere quali possano essere le corrette metodologie di approccio al quattro zampe, cercando di rispettare i suoi tempi e il suo rapporto con noi.

Noi di Si24 abbiamo chiesto all’educatore cinofilo Marcello Messina di spiegare quali misure è possibile adottare per rapportarsi al proprio amico a quattro zampe, per limitare e correggere l’insorgere di comportamenti aggressivi.

Quali sono le cause dell’aggressività nei cani?

Chiariamo intanto che nessun cane è aggressivo per natura. Molto spesso infatti sono l’ambiente e le persone che circondano il cane a stimolare atteggiamenti errati che a lungo andare possono causare gravi problemi di socializzazione. “La prima causa dell’aggressività – spiega Marcello Messina – è da addebitare all’epigenetica, cioè al legame tra la genetica del cane e l’ambiente circostante”. Ma l’aggressività si può ricondurre a molteplici fattori fra i quali anche l’inattività: “A causare l’aggressività nel cane può esservi anche la cattiva gestione da parte del padrone. Lasciare che il cane passi troppo tempo senza far nulla e senza -continua Messina – svolgere un ruolo ben preciso e delineato, può portare all’assunzione di comportamenti aggressivi”. 

E’ importante inoltre dare delle regole al proprio cane affinché comprenda il suo status sociale all’interno del nucleo familiare: “Non si parla – precisa Messina – di dominanza e sottomissione, concetti ormai superati, ma di far comprendere al cane il suo ruolo. In molti casi il cane assume un atteggiamento di difesa perché crede che il suo stesso padrone non sia capace di difendere il territorio e quindi si comporta da cane da guardia nonostante non rientri nelle sue competenze”.

In questo caso si rivela necessaria la cooperazione tra i membri del nucleo familiare, affinché il cane capisca che ci esiste una serie di indicazioni a cui bisogna adeguarsi. Continua infatti Marcello Messina: “Spesso i casi di insuccesso educativo dipendono da questo, da quando ci sono due o più figure che non collaborano. Una volta stabilite le regole – precisa – è bene che tutta la famiglia si impegni a farle rispettare”.

Premi non punizioni!

Attenzione però a non punire il vostro compagno peloso: rischiereste di ledere il rapporto con lui. Approcciarsi in maniera positiva infatti è il trucco per evitare che il cane apprenda comportamenti aggressivi: “Anziché punire è bene – secondo Marcello Messina – dedicarsi a un ‘rinforzo positivo’: è giusto premiare un comportamento corretto con una carezza, un semplice ‘bravo’ o con cibo evitando le punizioni che spesso vengono impartite male. Nei cani aggressivi è ancora più necessario evitare la coercizione perché ad aggressività risponderebbe con altra aggressività”.

Il gioco potrebbe essere mal interpretato dal vostro cane. Vi è mai capitato che, nel tentativo di togliere al quattro zampe un gioco o qualcosa che ha trovato per strada durante la passeggiata, tenda a ringhiare e a mordervi? Anche in questo caso evitate di relazionarvi con lui urlandogli contro o tentando di strappargli con forza la sua “preda”: “In queste situazioni è più giusto assumere un atteggiamento di scambio, dando al cane un altro oggetto perché comunicare al cane che non volete togliergli nulla ma volete dargli qualcos’altro. In questo modo annullerete il senso di possessività”.

Socializzazione fra cani: tempi e modalità

Altro capitolo spinoso è la socializzazione tra cani. Ci sono infatti tempi, fasi della vita e modalità ben precisi per educare il quattro zampe a relazionarsi con i suoi simili senza avere paura. “E’ bene permettere al cane di relazionarsi fin da cucciolo, ed entro gli otto mesi di vita, con cani di taglie e razze diverse. Cambiare il comportamento del cane dopo gli otto mesi di vita non è impossibile – spiega Messina – ma arduo”.

Questo vale anche per la tipologia di cani con cui entra in contatto il vostro cane: se da cucciolo ha modo solo di rapportarsi con cani aggressivi tenderà, non solo ad assumere comportamenti imitativi, ma anche a percepire la relazione con i suoi simili come fonte di stress. “Il consiglio che mi sento di dare in questi casi, per permettere un’esperienza positiva, è avviare non solo la socializzazione al parco ma anche guidata da un istruttore da cui il cane viene messo in contatto con altri esemplari addestrati al ruolo”, conclude l’educatore. In questi casi è necessario prima risalire al motivo che spinge il cane a reagire in modo aggressivo per poi adottare il modello educativo corretto. Per esempio un comportamento aggressivo del cane potrebbe essere addebitato a una causa organica, come un malessere fisico che non siamo riusciti ad individuare.

 

Valentina Grasso

Il cinema è il grande amore cresciuto insieme a quello per la scrittura. Iniziati entrambi quasi per gioco, con il tempo sono diventati qualcosa di più serio spingendomi ad approfondirli fino a farne una professione. Il fascino del buio della sala risiede nel viaggio attraverso mondi alternativi perché è vero ciò che diceva Alfred Hitchcock, "c'è qualcosa di più importante della logica, l'immaginazione".

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Valentina Grasso
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