Nuovo vertice a Montecitorio tra i leader del prossimo esecutivo bipolare. Tra Salvini e Di Maio, si starebbero registrando ampie convergenze. Carroccio e grillini concordano infatti, a quanto apprendiamo, su flat tax e reddito di cittadinanza. E, peraltro, sono entrambi critici sull’accoglienza e sulla legge Fornero che, in un momento di eccesso di propaganda, asserivano addirittura di voler abrogare. Pare che invece si accontenteranno di cambiarne alcuni emendamenti.

Ad ogni modo, c’è il nodo premier che, nonostante gli evidenti legami, pesa sui partiti e sui bacini elettorali. Staremo a vedere. Per domani, è già stato fissato un nuovo incontro. La cornice sarà diversa: i due leader si incontreranno a Milano. Intanto, è in corso un vertice tra Di Maio e Giorgia Meloni.

Meloni al bivio: il ruolo chiave di Fratelli d’Italia

FdI guarda con un certo scetticismo all’alleanza e non scioglie la riserva su una partecipazione al tavolo. Stando ai rumors, il partito è diviso. L’innata simpatia per Salvini, probabilmente, non basterà ai meloniani a mandar giù l’amara pillola pentastellata. L’ultima parola, è chiaro, spetta solo e soltanto a lei, Giorgia Meloni. Lunedì è attesa la direzione nazionale per valutare i pro e i contro di una cosiddetta ‘scelta governativa’.

Fonti leghiste, intanto, riferiscono del pressing di via Bellerio su FdI. Del resto, 18 parlamentari sono un peso non certo indifferente per Salvini. Con i deputati di FdI, infatti, la Lega potrebbe controbilanciare l’asse dell’allenza che, quanto a numeri, potrebbe pendere in direzione grillina.

Salvini prima dell’incontro: “Sono per chiudere il prima possibile”

Si rivolge ai cronisti, Matteo Salvini, lasciando il suo ufficio al gruppo del Senato e dirigendosi a piedi verso Montecitorio. “Sono per chiudere il prima possibile: più tardi mi vedo con Di Maio. Parlo dopo”.

E, infatti, finita la riunione, Salvini ha voluto riassumerne i temi. Sceglie Facebook invece che Twitter e ringrazia i suoi elettori (e quelli dei pentastellati?) per la fiducia.

State of Union, Gentiloni: “Le risposte sovraniste sono sbagliate”

Intanto, Paolo Gentiloni, premier uscente, fa sentire la propria voce all’edizione fiorentina dello ‘State of the Union‘. “Le risposte sovraniste non sono solo sbagliate ma illusorie”, tuona rivolto alla platea. L’ultimo Presidente del Consiglio avverte sui “rischi del contagio”. Non si tratta più di un fenomeno comune e generalizzato al gruppo di Visegrad. Il populismo avrebbe penetrato le barriere della ‘Western-Europe’, come sottolineano oggi, i quotidiani internazionali. Il suo intervento, che ha chiuso l’ottava edizione di State of the Union, è certamente mirato alle trattative giallo-verdi tutt’ora in corso.

M5S: “Speriamo in premier entro domenica”

Al momento è solo un augurio da parte del Movimento 5 Stelle. In caso di accordo con la Lega, il Quirinale potrebbe ricevere il “nome terzo” per la presidenza del Consiglio entro domenica. “Per il momento – ribadiscono – di nomi ancora non si è parlato“.

M5S: “Flat tax a beneficio del ceto medio”

A margine dell’incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, fonti del Movimento fanno sapere che c’è una “fortissima convergenza tra M5s e Lega sulla Flat Tax, che presenta enormi benefici per il ceto medio“. Una via di mezzo, dunque, per la tassa, che “è un elemento interessante che può essere concepita senza che sia né troppo penalizzante per i ceti bassi né troppo vantaggiosa per quelli alti”.

D’accordo con la Lega, il M5S annuncia che non ci saranno forzature sul deficit e rassicura l’Europa. L’idea è quella di procedere gradualmente per rispettare i target e non superare l’1,5%, se questo dovesse essere necessario, se ne parlerà con l’Ue.

Tajani: “FI non sostiene il governo”

“Se c’è qualcuno che vuole fare il governo nell’interesse dell’Italia, lo faccia – ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani -. Altrimenti si sarebbe dovuti andare alle elezioni anticipate il 22 luglio, ma Forza Italia non sostiene questo governo“.

Casaleggio: “Votazioni online per il contratto di governo”

In una conferenza stampa in Senato, Davide Casaleggio, figlio del co-fondatore del Movimento 5 Stelle, ha spiegato che l’eventuale contratto di governo tra M5s e Lega verrà sottoposto ai voti online sulla piattaforma Rousseau. Durante la conferenza stampa è stata presentata anche la funzione “Scudo della Rete” della piattaforma.

Cei: “Governo si concentri su bisogni degli italiani”

“Mi auguro che questo governo abbia come punto di partenza la voglia di mettere orecchio alle condizioni concrete e alle attese reali delle persone“, ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. L’auspicio è quello che si concretizzino le promesse. “Le ideologie – ha continuato -, le prese di posizione e i proclami pre-elettorali devono essere ridimensionati e tarati sulla realtà”.

Brunetta: “Governo non affidabile per investitori esteri”

Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, esprime la sua preoccupazione sull’alleanza Lega-M5S. “La Borsa di Milano continua a soffrire – ha detto – e a rimanere tra le peggiori d’Europa, nell’ultima settimana. Gli investitori internazionali rimangono in attesa di vedere gli sviluppi del caso politico italiano, dopo che sui principali quotidiani finanziari internazionali è stata pubblicata la notizia di una possibile alleanza di governo tra Lega e Movimento 5 stelle”. Anche il Financial Times boccia il nuovo possibile governo italiano, considerato “destabilizzante per l’Europa“.

Opposizione “non bevevola” da Forza Italia

“Saremo all’opposizione. E non sarà un’opposizione benevola, ma costruttiva – ha detto in un’intervista al Quotidiano nazionale Paolo Romani, senatore di Forza Italia -. Ovvero incalzeremo il governo sui temi cari al centrodestra e faremo sentire forte la nostra voce. Siamo il secondo gruppo più forte al Senato”. Anche se il leader di Forza Italia ha fatto un passo indietro per consentire un accordo tra Lega e M5S, “Berlusconi è ancora decisivo – ha aggiunto Romani”. “Grazie a questo governo gialloverde – continua-, Forza Italia avrà tempo per ritrovare se stessa, le proprie radici e forse anche il proprio futuro”. Bolle di sapone dunque per Lega e M5S che “hanno i numeri – spiega Romani -, ma non so se i programmi saranno compatibili. Visto che molti nostri contenuti Di Maio li ha sempre bollati come indigeribili. Speriamo che Salvini gli faccia cambiare idea. D’altronde l’M5S l’ha fatto spesso ultimamente”.

Incalza la senatrice Licia Ronzulli, spiegando che l’opposizione di Forza Italia sarà “seria e concreta”. “Farà all’opposizione quello che ha fatto al governo – precisa Ronzulli -, ovvero portare avanti e sostenere provvedimenti che vadano nella direzione di abbassare le tasse, aumentare la sicurezza dei cittadini, rilanciare l’economia e l’occupazione, fermare l’immigrazione clandestina. Valuteremo i provvedimenti volta per volta, approvando quelli necessari per gli italiani, e che sono contenuti all’interno del programma del centrodestra, e opponendoci fermamente a misure propagandistiche che non fanno il bene dei cittadini”.

Manca ancora il nome del premier

Dopo il vertice di ieri tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due, in una prima nota congiunta, hanno mostrato ottimismo sia sulla stesura del programma di governo che sulla composizione della squadra.

Sul tavolo mancano ancora i nomi dei possibili premier. “Sul premier non c’è ancora una discussione sui nomi” ha detto Luigi Di Maio entrando a Montecitorio per l’incontro con il leader della Lega, con il quale, aggiunge, “stiamo parlando del contratto di governo che dovremo firmare davanti agli italiani”. Sul nome di Giampiero Massolo girato nelle ultime ora, il leader del M5S non dice niente ma smentisce con una smorfia e un gesto delle mani.

Nulla di pronto ancora ma entro domenica i due leader dovranno comunicare qualche nome al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Primo fra tutti, quello del presidente del Consiglio, che potrebbe essere un “nome terzo” e lasciare, quindi, fuori sia Salvini che Di Maio. A seguire, dovranno essere comunicati i profili per i ministeri più significativi come Economia, Esteri, Welfare, Mise e Interno.

Tutto ancora in gioco, dunque, in questa corsa contro il tempo per la formazione dell’esecutivo ma i due big sono decisi a concludere, in un modo o in un altro. “Abbiamo chiesto due tre giorni al presidente Mattarella per chiudere tutto, se si chiude. Sennò si vota“, ha detto Matteo Salvini.

Verso un programma comune

La riunione di ieri tra Salvini e Di Maio è stata incentrata sui temi più scottanti del programma di governo. Si è parlato, infatti, di superamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza, flat tax e contrasto all’immigrazione clandestina. Rimane aperta la questione “conflitto d’interesse”. I pentastellati ne hanno fatto un cavallo di battaglia proponendo una legge che lo regolarizzi ma al momento rimane un tema delicato fra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

I big delle due forze in gioco si sono messi subito al lavoro con ottimismo e sembra che siano tanti i punti in comune nel programma di governo tra Lega e M5S. “Per ora ci sono ampie convergenze sul reddito di cittadinanza, il conflitto d’interessi, sulla tassazione della flat tax – ha detto Di Maio -. Ci sono tante buone cose da fare…”.