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Carceri, Bergamo: arrestati ex direttore, funzionari e imprenditori

di Veronica Mandalà

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Carceri, Bergamo: arrestati ex direttore, funzionari e imprenditori

| lunedì 11 Giugno 2018 - 17:39
Carceri, Bergamo: arrestati ex direttore, funzionari e imprenditori
Pioggia di arresti tra le fila dell’Amministrazione penitenziaria e dell’imprenditoria di Bergamo. Le ordinanze, eseguite dai carabinieri e dai militari della Guardia di Finanza, riguardano l’ex direttore del carcere della città lombarda e altre cinque persone: il comandante degli agenti della Polizia penitenziaria, un commissario distaccato nel carcere di Monza, il dirigente sanitario del carcere bergamasco e due imprenditori di Urgnano (Bergamo), tutti posti agli arresti domiciliari.

Tra i reati contestati agli indagati spiccano la turbativa d’asta, falso, corruzioneturbata libertà degli incanti, peculato, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Nel complesso, sono 27 le persone coinvolte nelle indagini, alcune delle quali sono state perquisite.

Carceri, l’inchiesta

L’inchiesta, coordinata dai pm Maria Cristina Rota ed Emanuele Marchisio e condotta dai carabinieri della Compagnia di Clusone con la collaborazione di personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Bergamo, parte da lontano: infatti era nata per far luce sul particolare trattamento carcerario riservato a un imprenditore arrestato nell’aprile 2017, dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Tale arresto si colloca nell’ambito di indagini sulla realizzazione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Detenuto a Bergamo, l’uomo usufruì di un longevo ricovero all’ospedale bergamasco Papa Giovanni XXIII, grazie a una serie di certificazioni mediche che attestavano un grave shock emotivo che in realtà non aveva subito.

Dalle indagini è emerso non solo il diretto coinvolgimento dell’attuale comandante della Polizia Penitenziaria di Bergamo, ma la presenza di false attestazioni sanitarie per far ottenere benefici economici all’ex direttore del carcere Antonino Porcino, da poco in pensione. Tali vantaggi riguardavano soprattutto il pagamento della licenza non fruita all’atto del pensionamento, trattamenti privilegiati di quiescenza con annesso riposo medico per patologie inesistenti e concordate. A ciò si aggiunge l’accusa di corruzione relativa al contratto di fornitura in esclusiva di distributori automatici di alimenti, bevande e tabacchi, nella casa circondariale di Monza e l’utilizzo di personale della Polizia penitenziaria e di materiali di proprietà dell’Amministrazione per lavori di ristrutturazione dell’appartamento privato dell’ex direttore.

 

 

 

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