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Addio al quantitative easing, ossia a un massiccio programma di acquisto di titoli di Stato, obbligazioni di istituzioni europee, titoli cartolarizzati (Abs) e obbligazioni garantite (covered bond). Lo annuncia il presidente della Bce (Banca centrale europea) Mario Draghi. La Banca centrale europea, spiega Draghi, taglierà gli acquisti di titoli attraverso il QE a 15 miliardi di euro al mese da ottobre a dicembre, in modo tale da farli azzerare da gennaio in poi.

Tuttavia Francoforte, si legge in una nota diffusa dall’Eurotower, intende continuare a reinvestire il capitale dei bond acquistati che giungono a scadenza ancora “a lungo dopo la fine degli acquisti netti”.

La posizione della Bce

La decisione di terminare il Qe è stata presa, ha dichiarato Draghi, dopo “un’attenta valutazione dei progressi fatti“, la cui conclusione è che l’aggiustamento dell’inflazione verso l’obiettivo risulta “sostanziale”. La Bce ha infatti stimato il rialzo delle proprie stime sull’inflazione dell’eurozona all’1,7% per quest’anno e per il 2019 dal precedente 1,4%.

Peralto la Bce è disponibile a “rivedere i propri strumenti di politica monetaria” se fosse necessario per assicurare il necessario livello di stimolo monetario. Ciò deve essere ancora “significativo”, conclude Draghi e, per tale motivo, la riduzione del Qe mantiene “un ampio grado” di accomodamento nella politica monetaria.