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Russiagate, Paul Manafort finisce in carcere

Svolta improvvisa nella vicenda sul Russiagate: un giudice federale ha disposto il carcere per Paul Manafort, l’ex manager della campagna elettorale di Donald Trump accusato fra l’altro di ostruzione alla giustizia. Revocati, quindi, gli arresti domiciliari in attesa dell’inizio del processo. 

Ma Trump non ci sta e rilancia attaccando i dirigenti dell’Fbi accusati di “complottare” contro la sua elezione”. “Quello che fece l’ex capo dell’Fbi James Comey fu criminale”, aggiunge Trump ribadendo di volersi fare interrogare dal procuratore speciale Robert Mueller. L’inchiesta sul Russiagate “sembra essere molto faziosa“, commenta poi il tycoon. 

Russiagate, nuova batosta per Trump

Le conclusioni del rapporto del ministero della Giustizia che critica l’ex capo dell’Fbi James Comey per la gestione dell’Emailgate su Hillary Clinton, di certo, non piacciono a Trump: “Il risultato è sbagliato. C’era un pregiudizio totale se guardate a Peter Strzok (l’agente Fbi che scambiò sms con la collega-amante contro il tycoon mentre indagava nell’ambito del Russiagate, ndr), a quello che ha detto di me, se guardate a Comey e a tutte le sue mosse”. 

Rudy Giuliani, l’avvocato di punta del presidente Donald Trump nel Russiagate, ha comunque chiesto la sospensione del procuratore speciale Robert Mueller. Giuliani ha chiesto anche l’arresto di Peter Strzok: “Credo che il vice attorney generale Rod Rosenstein e l’attorney general Jeff Session abbiano una possibilità di riscattarsi e questa chance arriva domani”. 

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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