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Anche in caso di condanna per tentato illecito sportivo, il Parma potrebbe salvare la Serie A. A fare chiarezza sull”affaire Calaiò’ è l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo: “L’organo di giustizia può infliggere la sanzione anche nella prossima stagione sportiva, si tratta di una valutazione discrezionale del giudicante che non consente, quindi, di escludere, che il Parma, anche in caso di condanna, possa partecipare al prossimo campionato di Serie A”. 

Insomma, il deferimento per la presunta violazione dell’articolo 7 del codice di Giustizia Sportiva da parte del club ducale, potrebbe stravolgere tutto o lasciare intatti gli equilibri di fine campionato. Quello che è certo, chiarisce Grassani, è che tutto verrà chiarito in tempo per la compilazione dei calendari: “Con il comunicato ufficiale n. 16 dell’8 marzo 2018, il Commissario Straordinario FIGC, in vista del finale di stagione, ha indetto un regime di abbreviazione di termini procedurali in caso di procedimento disciplinari aventi ad oggetto violazioni dell’art. 7 CGS (illecito sportivo), ritengo che, una volta elevato il deferimento, si dovrebbe procedere alla celebrazione della prima udienza di trattazione nella prima decade di luglio, con conclusione del procedimento abbondantemente prima dell’inizio dei campionati”. 

Parma deferito, i tempi del processo 

C’è quindi una ‘deadline’ ben precisa che garantisce Serie A e Serie B: “Il procedimento si concluderà prima di Ferragosto. Del resto, nel 2015, gli organi di giustizia sportiva riscrissero organici dei campionati di Serie B e C il 29 agosto, con la retrocessione del Teramo e del Catania in Serie C e il ripescaggio di Ascoli ed Entella in Serie B”.  

Tornando ai possibili sviluppi del processo, l’avvocato Grassani pone l’accento sull’imprevedibilità della sentenza finale. I precedenti, d’altronde, non bastano: “In caso di accertamento della commissione dell’illecito sportivo, anche in forma non consumata ma solo tentata, da parte dei calciatori del Parma, la sanzione minima prevista dal Codice di Giustizia Sportiva è la penalizzazione di punti in classifica, da quantificare alla luce della gravità dei fatti e del principio di afflittività della sanzione”.

E il Palermo? Il club di Maurizio Zamparini, eliminato nella finale playoff dal Frosinone, è spettatore interessato. La speranza dei rosanero è tutta racchiusa nella giurisprudenza del caso: “In passato, in questi casi, ha avuto luogo la ‘riscrittura’ della classifica del campionato di competenza – spiega Grassani – Ragione per cui direi che sarebbe favorito il Palermo. In ogni caso, non esiste una norma specifica, per cui tutto può succedere”. La giurisprudenza, quindi, escluderebbe l’eventuale ripescaggio del Crotone, terzultimo e retrocesso nello scorso massimo campionato. E la ratio è chiara: l’inchiesta investe il campionato di Serie B 2017/2018 e solo indirettamente la Serie A 2018/2019. 

Il Palermo attende interessato

Il presidente Giammarva, intanto, ha già fatto dei passi avanti chiedendo copia degli atti dell’inchiesta: “Quello che posso affermare è che il Palermo ha diritto di intervento, quale portatrice di interesse diretto, nel procedimento disciplinare, a supporto della Procura Federale”. Saranno quindi trenta giorni di fuoco, ma con un finale che non creerà il caos: “Premesso che non è detto che il Parma venga condannato in primo grado, ritengo che la decisione definitiva intervenga sicuramente prima dell’inizio del campionato di Serie A 2018-2019”. Parma trema, ma non troppo.