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Juventus, l’affare Cristiano Ronaldo è possibile? Cifre e prospettive

Una trattativa apparentemente ai limiti dell’impossibile, che, però, stando a quanto filtra dalla Spagna, potrebbe effettivamente trovare il proprio compimento. Cristiano Ronaldo e la Juventus non sono mai stati così vicini negli ultimi quindici anni, da quell’estate 2003, cioè, in cui Moggi propose allo Sporting di scambiare il giovane talento dribblomane per Marcelo Salas, che rifiutò la destinazione portoghese. 

Adesso, Cristiano Ronaldo è ai ferri corti con la dirigenza del Real Madrid, viste le resistenze del club alla sua richiesta di rinnovo milionario, e avrebbe ottenuto un accordo con il club per abbassare la clausola rescissoria, attualmente fissata a un miliardo, a 120 milioni di euro, con l’eccezione di Barcellona e Paris Saint-Germain.

L’edizione odierna di Marca, vera e propria bibbia dei madridisti, afferma che la Juve stia facendo sul serio per il fuoriclasse portoghese, ma è effettivamente un’operazione fattibile per le casse della Vecchia Signora? È vero che nelle ultime settimane i bianconeri hanno lavorato molto al mercato in uscita, per definire le cessioni dei vari Pjaca, Mandragora, Favilli e Cerri, ma sembra difficile che queste risorse vadano poi a esser destinate a un calciatore ormai trentatreenne, con un ingaggio elevatissimo.

 Insomma, si tratterebbe di una mossa azzardata sul piano del bilancio, e sicuramente in contrasto con quella che è stata la politica juventina negli ultimi anni, con acquisti mirati sempre a una possibile cessione ancora più remunerativa. Se vogliamo, l’unica eccezione è data da Gonzalo Higuain, arrivato per la cifra monstre di 90 milioni, ma ancora oggi, a trentun anni, una eventuale cessione consentirebbe di evitare la minusvalenza, considerando l’ammortamento già realizzatosi nei primi due anni di contratto.

Investire 120 milioni su Cristiano Ronaldo oggi (senza contare l’ingaggio) comporterebbe una sicura minusvalenza, dolorosissima per le casse bianconere e soprattutto per i vincoli del fair play finanziario, nonostante l’indubbio ritorno di immagine che arriverebbe al club. Qualche spiraglio in più ci sarebbe stato in situazione di coincidenza di sponsor tecnici, ma CR7 è da sempre un uomo Nike, mentre la Vecchia Signora da qualche anno veste Adidas. Una situazione molto complicata, dunque, fermo restando che il potentissimo agente Jorge Mendes, in ottimi rapporti con la dirigenza dopo l’affare-Cancelo, potrebbe trovare una soluzione per accontentare tutte le parti in causa. 

In definitiva, se l’acquisto di Ronaldo sarebbe sicuramente una ventata di interesse per il calcio italiano all’estero e sportivamente andrebbe a rafforzare la Juventus nella rincorsa alla Champions League, divenuta ormai un’ossessione, è sotto il profilo finanziario un’operazione insostenibile, un vero e proprio suicidio, considerando anche che in Italia manca l’appoggio delle banche su cui hanno potuto contare nel corso degli anni Real, Barcellona e Atletico per i propri debiti milionari. 

Francesco Nardi

I miei dicono di avermi insegnato a leggere sui quotidiani sportivi: secondo me sbagliano, era l'album delle figurine. Amante di musica, romanzi e serie TV, colleziono e accumulo oggetti inutili di vario genere, su tutti sottobicchieri e biglietti di concerti. Nel tempo libero, studio giurisprudenza.

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