Migranti, Di Maio: “Non barattiamo l’apertura dei porti”

di Redazione

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Migranti, Di Maio: “Non barattiamo l’apertura dei porti”

| lunedì 09 Luglio 2018 - 09:25

“Finché la missione Eunavformed rimane in piedi, gli unici porti sono quelli italiani ma l’obiettivo nostro è cambiare le regole di ingaggio della missione“. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Radio1 parlando della polemica fra il ministro dell’Interno e la Difesa dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini sul blocco dell’approdo in Italia delle navi internazionali che trasportano migranti.

Migranti, Di Maio: “Cambiare le regole di ingaggio Ue”

Risolvere la questione senza compromessi, questa sembra essere la linea guida del nuovo governo italiano. “Mi ricordo che un anno fa sono stato a parlare con Frontex  – ha aggiunto Luigi Di Maio – e mi spiegarono che il governo Renzi diede la disponibilità di portare i migranti nei porti in cambio di punti di flessibilità usati per il bonus degli 80 euro. Noi chiederemo flessibilità senza barattarla in cambio dell’apertura dei porti”.

“Bisogna replicare punto per punto: chi dice che abbiamo accolto i migranti in cambio degli 80 euro è bugiardo o ignorante – ha scritto Matteo Renzi su Facebook –. Se invece si vuol dire che il mio governo ha fatto di tutto per salvare persone in mare,lo confermo e considero un punto di onore e dignità”. “Salvare una vita è più importante di ogni altra cosa. Aggiungo: noi non abbiamo mai lasciato in mare 600 disperati, ostaggi di una trattativa politica. Abbiamo cercato di salvare i vivi e di raccogliere i morti. Qualcuno lo chiama buonismo, io civiltà”.

La questione migranti non è ancora conclusa e di strada da fare ce n’è tanta, le idee però sembrano chiare e si punta dritti all’obiettivo. Anche a livello europeo, ha sottolineato il vicepremier, “deve cambiare la musica. Sull’immigrazione queste navi devono portare i migranti in tutti i porti. Se c’è bisogno di flessibilità non la baratteremo con l’apertura dei nostri porti ma la chiederemo perché è un diritto dell’Italia come quella degli altri paesi europei”. Avere mano ferma è servito a qualcosa, “anche la Germania sta iniziando a cambiare linea sull’immigrazione – ha continuato Di Maio -, il problema è arrivato fin nel cuore dell’Europa. Vale per l’immigrazione e per l’austerity. Sono rimasti in pochissimi a dire che va tutto bene nell’Unione Europea. E mentre gli altri stanno precipitando nel consenso come quello di Macron, il governo italiano è il più forte con un consenso altissimo“.

Il ministro ha poi parlato del Decreto dignità. “Il Parlamento deve avere la possibilità di discutere il decreto e di migliorarlo – ha spiegato Di Maio -, credo non ci sia bisogno della fiducia ma, lo dico da capo politico del M5s, non arretreremo sulle norme. Migliorare significa aggiungere e non annacquare”. Non si torna indietro quindi sulla decisione di “eliminare qualche altra scartoffia burocratica per le imprese o aumentare le pene per le aziende che delocalizzano”.

Luigi Di Maio ha infine smentito i presunti contrasti con Beppe Grillo. Secondo quanto riportato dalla stampa, il fondatore del Movimento 5 Stelle avrebbe criticato le posizioni di Di Maio, influenzate dalla Lega. “Ho sentito Beppe Grillo durante tutta la formazione del governo e mi fa sempre piacere avere consigli da lui”, ha concluso il vicepremier.

 

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