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Quando parla Donald Trump fa sempre ‘rumore’ ma questa volta le sue dichiarazioni creano scalpore. Il presidente degli Usa minaccia di uscire dalla Nato se gli alleati non faranno subito degli sforzi per accrescere le loro spese militari e incassa subito un risultato, quello di un aumento delle spese da parte di tutti gli Alleati.

“Credo nella Nato. Tutti gli Stati membri hanno concordato di aumentare le spese per la difesa a livelli mai visti prima”. Lo ha detto il presidente Donald Trump. Ora “La Nato è molto più forte di ieri”. “Ai Paesi avevo fatto sapere che ero estremamente scontento”, dice in una conferenza stampa convocata a sorpresa annunciando che “I membri Nato si sono dimostrati “tutti d’accordo ad aumentare il loro contributo. Ci sarà un aumento quantificabile in 33 miliardi di dollari in più, con il contributo dei vari paesi senza tener conto degli Stati Uniti”, ha annunciato soddisfatto.

Nato, Trump minaccia nuovamente gli alleati

Dopo la minaccia era stata convocata una riunione straordinaria ristretta del Consiglio atlantico. Trump, secondo quanto riferito da diverse fonti, durante il suo intervento alla sessione di lavoro dedicato ai rapporti tra Nato e Ucraina, è tornato anche ad attaccare la Germania. E si era anche rivolto agli altri alleati con toni ancora più duri di quelli utilizzati ieri. 

Il presidente degli Stati Uniti aveva auspicato che i Paesi dell’Alleanza atlantica incrementassero le loro uscite per la difesa al 4% del Pil. Le parole del tycoon hanno spinto la Nato a convocare una riunione straordinaria. Rivolgendosi agli alleati, ha affermato una fonte, il numero uno della Casa Bianca ha chiesto uno sforzo “immediato” perché la loro spesa militare venga coperta dal 2% del Pil, nel rispetto dell’obiettivo fissato per il 2024. “Se questo non accadrà, io farò per conto mio“. La frase, non confermata ufficialmente, è stata interpretata da alcuni media tedeschi e belgi addirittura come una minaccia di uscita degli Stati Uniti dalla Nato.

Conte rassicura e minimizza le tensioni

“L’Italia ha ereditato degli impegni di spesa per quanto riguarda il contributo alla Nato che noi non abbiamo alterato. Quindi non c’è nessuna spesa aggiuntiva“. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa al termine del vertice Nato a Bruxelles.  “Il problema del contributo e dei singoli partner è un problema complesso. Come sapete c’è un piano varato in Galles nel 2014, su tre livelli: non solo il contributo economico ma anche il contributo in termini di interventi e partecipazione alle missioni. L’Italia partecipa a missioni strategiche che puntiamo a valorizzare”. 

 Il problema posto dal presidente Trump “esiste”. “Nel momento in cui gli Usa dicono che loro contribuiscono alle spese in modo eccessivamente gravoso rispetto agli altri altri Paesi è la realtà – dichiara Trump – Non possiamo dire che il problema non esiste, anche perché la Nato ha conosciuto un’evoluzione nel corso del tempo. Bisogna considerare la partecipazione alle missioni cui siamo coinvolti non solo come spesa economica diretta ma come valore aggiunto riconosciuto in termini finanziari”.

Conte poi chiarisce il ruolo del nostro Paese: “L’Italia partecipa ai tavoli per tutelare i nostri interessi e le nostre posizioni ma anche per cercare con forma rinnovata di offrire soluzioni. Dovremmo occuparci anche della sovrapposizione tra l’Alleanza atlantica e l’Ue sul piano strategico ma anche contabile. Se faccio un investimento in ambito Nato perché non contabilizzarlo nel bilancio Ue?”. “Sto mettendo a punto una lettera diretta Juncker, a Tusk e alle istituzioni europee per incalzare l’Europa sull’attuazione di quei principi innovativi sull’immigrazione emersi dal Consiglio europeo”, annuncia poi Conte. 

L’Italia tra alleati e missioni all’estero

Il premier Conte ha poi specificato di aver parlato di migranti anche in un faccia a faccia con Angela Merkel. E con Emmanuel Macron “non c’è alcuna acrimonia, alcuna particolare conflittualità, ma una chiara posizione da parte dell’Italia“. “Il rapporto è ottimo, però per quanto riguarda le questioni specifiche sull’immigrazione la nostra posizione è risoluta e la difenderemo in tutte le sedi”. “L’ho detto dall’inizio: mi auguro che i ‘volenterosi’ siano 28, tutti i paesi dell’Ue. Se poi si aggiunge il 29esimo, come gli Usa”, è utile perché “il nostro approccio, in quanto complesso, richiede il coinvolgimento di tutti gli stakeholder” sulla questione migratoria. “Anche Trump, anche gli Usa possono svolgere ruoli, come nella stabilizzazione della Libia, o nello scenario mediorientale: non concentriamoci solo sulle rotte mediterranee. È un problema globale”.

“Oggi abbiamo concretizzato l’hub che consentirà più sicurezza per l’Italia e per tutti i paesi dell’Alleanza e porterà dei vantaggi. Rafforzare il comando interforze di Napoli significa creare anche un indotto per il nostro sud. Siamo lieti per questo risultato”, anche perché si è trattato di “un processo che non abbiamo determinato noi, ma si e’ avviato prima”, dichiara Conte in conferenza stampa. Il premier è poi tornato su Trump: “Le mie orecchie non hanno ascoltato Trump minacciare l’uscita dalla Nato. Se poi ha fatto dichiarazioni a latere non lo so…”. 

Capitolo missioni estere: “Continuiamo a mantenere una presenza” ma prefiguriamo “un ridimensionamento della presenza italiana in Afghanistan che annunceremo quanto prima, nella consapevolezza che le missioni esprimono un valore strategico che non possiamo trascurare”. “In questo momento le autorità turche hanno disposto il rilascio di Giorgio Francesco Cafiero, che potrà essere imbarcato per un volo per rientrare negli Stati Uniti e poi in Italia”, annuncia poi il premier sul cittadino italo-americano fermato in Turchia il 22 marzo. Conte ha detto di aver chiesto ad Erdogan durante il suo incontro a Bruxelles “un’attenzione particolare sul caso, che c’è stata”.  Frizioni con gli alleati di governo? “Le posizioni che porto ai vertici internazionali sono conclusioni che condividiamo come governo, frutto di un lavoro collegiale”.