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Mano dura della Procura della Figc per Chievo, Parma e Cesena. Dopo la richiesta di 2 punti di penalizzazione per il club ducale da parte della Procura della Figc, per il caso dei messaggi whatsapp sospetti inviati da Emanuele Calaiò prima di SpeziaParma ad alcuni giocatori avversari, Giuseppe Pecoraro ha chiesto una penalizzazione di 15 punti (da scontare nella stagione 2017-2018) per il Chievo, con la conseguente retrocessione in serie B. I veneti avevano chiuso il campionato con 5 punti di vantaggio sull’ultima delle retrocesse, ovvero il Crotone.

La Procura federale ha chiesto 15 punti di penalizzazione anche per il Cesena, che in serie B si era salvato ma che ora è fallito. La penalizzazione di quindici punti nasce dalla richiesta di 5 punti per le tre stagioni al centro delle presunte plusvalenze fittizie. Per il presidente del Chievo, Luca Campedelli, sono stati chiesti 36 mesi di squalifica.

La Figc chiede due punti di penalizzazione al Parma

Quanto al Parma, la massima categoria potrebbe ancora essere salva perchè in subordine, sempre la procura della Figc ha chiesto -6 punti da scontare nel prossimo campionato. Mano pesantissima, invece, nei confronti dell’attaccante Emanuele Calaiò.

Secondo la Procura i messaggi whatsappa inviati da Calaiò furono un tentativo di ammorbidire la posizione di alcuni giocatori liguri prima di una partita che era decisiva per la promozione in serie A del Parma. All’udienza oltre all’avvocato difensore del club emiliano, Edoardo Chiacchio, era presente anche lo stesso Calaiò, che dovrà anche pagare una sanzione di 50mila euro. 

Il Palermo è stato ammesso al procedimento sportivo nei confronti del Parma e del giocatore Emanuele Calaiò per presunto illecito davanti al Tribunale federale nazionale della Figc. L’istanza del club rosanero è stata accolta per il suo interesse diretto in relazione alla posizione in classifica nel corso dello stesso campionato di Serie B. Inammissibile, invece, l’istanza di ammissione al processo avanzata dal Venezia. Qualora la sanzione inflitta riguardi lo scorso campionato, i rosanero prenderanno il posto in Serie A degli emiliani.

Le parole di Emanuele Calaiò

“Ho passato un’estate orribile, è la prima volta che mi trovo dentro queste mura. Non sono mai stato coinvolto in niente e non mi aspettavo nemmeno di arrivare a questa situazione per dei messaggi innocui, stupidi e soprattutto scherzosi che non avevano un secondo fine”, ha detto Emanuele Calaiò durante il procedimento davanti al Tribunale federale nazionale della Figc.

“Vorrei finire la mia carriera come l’ho iniziata, dando tutto me stesso in campo e fuori. Sono una persona pulita e non voglio che la mia carriera venga macchiata da queste situazioni, mondi completamente diversi che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, perché sono veramente amareggiato e non pensavo di arrivare a questo punto”, ha spiegato l’attaccante.

“Ho passato un’estate orribile, di inferno, a giustificarmi anche in lacrime con i miei figli: ho 36 anni e sono oramai vicino alla fine della mia carriera, non voglio chiuderla con una macchia come questa, sono accuse che non mi appartengono“, ha concluso Calaiò.