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Non è piaciuto praticamente a nessuno lo sketch radiofonico realizzato per promuovere gli eventi culturali di Ostia che richiama la testata sferrata da Roberto Spada al giornalista di Nemo, Daniele Piervincenzi. Durante lo spot messo in onda in una delle principali radio capitoline, infatti, l’attore minaccia ironicamente il suo interlocutore di dargli una “testata”.

“Maggiori informazioni sul sito del X Municipio – conclude l’attore ostiense, Fabio Avaro -. Ostia, un’estate senza testate…meglio che je lo spiego sennò capiscono male”. Immediate le reazioni, in primis quella della consigliera municipale di Forza Italia, Maria Cristina Masi, che ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimento alla presidente M5S, Giuliana Di Pillo.

Osta, il testo della pubblicità che ha indignato tutti

“Ma che voi, aho. Mo’ te la do ‘na capocciata“, dichiara Fabio Avaro al quale risponde l’altra voce nel spot riprendendolo: “‘Na capocciata a Ostia?!”. Nell’interrogazione della Masi si chiede chi abbia autorizzato lo spot e quanto sia costato al Municipio. La consigliera chiede alla presidente M5S, Giuliana Di Pillo, “se è normale utilizzare fatti di cronaca che hanno minato l’immagine nazionale e internazionale del litorale della Capitale per pubblicizzare la stagione estiva”.

Sul punto è intervenuta anche la sindaca di Roma Virginia Raggi: “Ostia è un luogo bellissimo ma lo spot ‘Un’estate senza testate’ non mi è piaciuto. Non è questo il modo giusto per dire che i cittadini del litorale di Roma sono per la stragrande maggioranza persone oneste. Allo stesso tempo, non sono accettabili le strumentalizzazioni da parte di chi per una vita non ha fatto nulla contro la malavita e ha lasciato che le famiglie criminali prosperassero in quel territorio”.

“Noi ad Ostia non abbiamo mai abbassato lo sguardo davanti ai mafiosi e non lo faremo mai. La lotta alla mafia si fa presidiando realmente la città; puntando il dito contro i criminali di una zona dove, per anni, i vecchi politici non hanno avuto neanche il coraggio di pronunciare il loro nome”, continua la Raggi. “Si realizza facendo riaprire la palestra della legalità; abbattendo i chioschi abusivi; sottraendo le spiagge a chi le occupava illegalmente e restituendole a tutti i cittadini onesti; organizzando uno splendido consiglio comunale contro la mafia in una scuola sul lungomare; chiudendo le porte in faccia ai mafiosi che negli anni scorsi addirittura entravano in municipio e sbattevano i pugni sul tavolo per ottenere favori; rifacendo le strade abbandonate; avviando la raccolta differenziata porta a porta”. 

Le polemiche dopo lo spot e la difesa di Avaro

Contro lo spot si schiera anche Daniele Piervincenzi: “Ostia è un posto bellissimo, ci lavorano tante persone per bene, tanti operatori turistici molto bravi che ho avuto modo di conoscere personalmente, non credo che meritino uno spot così. Credo che Ostia e i suoi cittadini non meritino di essere rappresentati da un episodio mafioso. È ingiusto nei loro confronti e anche nei confronti di tutti coloro che hanno subito in questi anni minacce ed estorsioni di cui la testata è solo l’episodio più eclatante, ma forse neanche il più grave”.

“Siccome essere pestati e minacciati ed estorti fa male al fisico e alla dignità – conclude il reporter di Nemo -, credo che questa sia una di quelle materie dove l’ironia non funziona tantissimo“. E arriva subito dopo la versione dell’autore dello spot: “La mia intenzione era quella di sdrammatizzare, di essere autoironici, di dire che a Ostia non ci sono solo coatti e capocciate”, dichiara Avaro.

“È stata una battuta su quello che è successo qualche mese fa a Roma – racconta -. Quando sono stato contattato dal Comune per chiedermi se volevo prestare la mia voce allo spot, da cittadino di Ostia mi sono detto felice ed orgoglioso. Ma dissi loro che l’avrei fatto a modo mio”. Il testo della pubblicità è stato poi approvato dalla giunta M5S: “Mi hanno detto che era piaciuto molto, anche alla presidente – sottolinea -. Hanno elogiato l’ironia del testo, che era risultato molto simpatico, nello spirito dell’estate romana. Sinceramente io non riesco a vedere altro che autoironia nello spot, sarà un mio limite ma è così“.