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Dai controlli effettuati dalla guardia di finanza sui proprietari di seconde e terze case è emerso che una casa vacanza su due è affittata in maniera irregolare. Il fenomeno si concentra in località balneari, di montagna e nelle città d’arte. Tra gli 895 controlli effettuati, ben 539 sono irregolari e, di questi, 450 sono affitti in nero. Si registrano i casi più numerosi in Puglia, Toscana e Lazio

Estate 2018, irregolare il 50% delle case vacanze

Dalla metà di giugno fino a oggi, la guardia di finanza ha effettuato 22.271 controlli in località di vacanza e nelle città d’arte, una media di circa 500 al giorno, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2017. I settori più a rischio nel periodo estivo sono: l’abusivismo commerciale, l’evasione fiscale legata alle case vacanza, la contraffazione, il lavoro nero e il caporalato.

“L’estate – ha detto il comandante generale della guardia di finanza, Giorgio Toschi – rappresenta per i cittadini un periodo di riposo e svago e, per molte imprese, anche un momento per fare ossigeno alle proprie entrate“. Così le fiamme gialle hanno incrementato i controlli: “vocazione sociale – aggiunge il generale – significa anche profondere maggiore impegno proprio in periodi come questo, per salvaguardare i principi di libera concorrenza e garantire alla collettività i massimi livelli di sicurezza economico-finanziaria”.

I controlli della guardia di finanza si sono estesi anche ad altri settori. Sono stati individuati 2.187 venditori abusivi, di cui 509 stranieri e 22 minori. Queste persone operavano senza contratto o venivano pagati in nero, non hanno mai richiesto la licenza per la vendita, né dichiarato al fisco l’inizio dell’attività o installato un registratore di cassa. Sempre ne periodo estivo sono stati sequestrati 9 milioni e mezzo di prodotti contraffatti, una media di 210mila al giorno. Le persone denunciate sono complessivamente 761, mentre altre 15 sono state scoperte tra fabbriche e depositi clandestini.

Sono finite nel mirino della guardia di finanza anche guide turistiche e venditori di acqua dalla dubbia provenienze e conservata in bottigliette non sigillate, che svolgevano la loro attività nel pressi del Colosseo. Molta merce è stata sequestrata anche ai venditori di aste per i selfie, ombrellini, braccialetti e souvenir. È stato scoperto anche un caso di caporalato a Verona e dei distributori di carburante passati al setaccio, uno su cinque è risultato irregolare.