Una maratona di quasi quattro ore e mezza, per salire di condizione e testarsi in vista dei prossimi turni. Rafael Nadal, nel match del terzo round con Karen Khachanov agli US Open, ha dovuto faticare e non poco per piegare il giovane bombardiere russo, sfrontato come il suo connazionale Safin – col quale ha poco in comune nel gioco – al quale sarebbe bastato un pizzico di attenzione in più nei momenti chiave per prendersi lo scalpo della testa di serie numero 1 del torneo. 

5-7 7-5 7-6 7-6 il punteggio in favore di Rafa, che ha accusato nel corso della partita problemi al ginocchio, dei quali, però, ha preferito non parlare nell’intervista postpartita con Alex Corretja. Insomma, un fastidio che con ogni probabilità si trascinerà dietro anche per le prossime partite, con il rischio di condizionare il suo torneo.

Nelle altre sfide della serata americana, Milos Raonic ha battuto in tre set Stan Wawrinka, così come Borna Coric con Medvedev, nella sfida Next Gen. Cinque, invece, i set necessari a Kevin Anderson per domare il talento ribelle di Denis Shapovalov, un risultato fondamentale anche in ottica classifica considerando che il sudafricano difende la finale centrata dodici mesi fa. 

Nel torneo femminile, l’attesa era tutta per il trentesimo derby di casa Williams, vinto da una Serena in stato di grazia. La minore delle sorelle ha giocato a un livello altissimo, confermando l’impressione dei primi turni: è lei la favorita, in un tabellone femminile che ha già perso le prime due teste di serie Halep e Wozniacki. Avanzano anche Elina Svitolina e la campionessa uscente Sloane Stephens, che ha avuto la meglio sulla Azarenka.