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Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, avvenuto lo scorso 14 agosto, molte persone sono rimaste senza casa. Mentre si discute della demolizione dei resti del viadotto, un gruppo di sfollati ha avuto il permesso di partecipare alla riunione congiunta dei Consigli regionale e comunale dedicata alla tragedia, in cui ha sfogato tutta la propria ira per la condizione in cui versano da due settimane.

Crollo ponte, l’ira degli sfollati al grido di “Rispetto”

Durante l’incontro i residenti di via Porro si sono sfogati gridando “Rispetto, rispetto” e chiedendo maggiori garanzie per le abitazioni prima delle demolizione. In un volantino distribuito dagli sfollati si leggeva il titolo “Quelli del ponte Morandi” e a seguire “50 anni di servitù, due settimane di sofferenze”. 

Terminato l’intervento del commissario per l’emergenza – e governatore della Liguria -, Giovanni Tori, le persone senza casa hanno sfogato la loro rabbia gridando frasi come “Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!”. Una signora, come riporta Tgcom24, ha anche urlato: “Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia”.

Sindaco Bucci: “Una casa agli sfollati entro settembre”

“Pensavamo di dare una casa agli sfollati di ponte Morandi entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre“, ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci. “La città ha dimostrato che non si scherza, ne sono orgoglioso”, ha aggiunto il sindaco, ricordando che oltre alle case alternative messe a disposizione dalle istituzioni pubbliche, altri 98 alloggi sono stati forniti da privati.

Governatore Toti: “Progetto demolizione fra 5 giorni” 

Giovanni Toti, presidente della Regione e commissario per l’emergenza, durante la riunione ha detto che “entro cinque giorni Società Autostrade ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi. Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia”.