Se si gioca una partita tirata, nel 90% (a stare stretti) dei casi, a vincerla sarà Rafa Nadal. Figuriamoci un quarto di finale slam, come quello degli US Open vinto dal maiorchino contro Dominic Thiem al tiebreak del quinto set, una partita epica che si è chiusa a notte fonda negli Stati Uniti, quando in Italia erano già scoccate le 8 del mattino. 

Tanto rammarico per l’austriaco, che aveva dimostrato di poter giocare partita pari – e forse anche qualcosa di più – con Nadal anche su una superficie diversa dalla terra, mentre il numero 1 del ranking ATP sembrava faticare molto sul piano fisico, anche a causa di un ginocchio che non gli consente di esprimersi al meglio in queste due settimane a Flushing Meadows. 

Adesso, per Rafa, arriverà un test ancora più complicato, rappresentato da Juan Martin del Potro, che dopo aver perso il tiebreak del primo set contro John Isner ha alzato di almeno di un paio di marce il proprio livello, irraggiungibile per il gigante americano. Per delPo, dopo una lunga serie di sconfitte con Nadal – in tre degli ultimi quattro slam – viene in soccorso la cabala: solo un’altra volta in carriera l’argentino aveva raggiunto due semifinali major in carriera: nel 2009, anno del suo trionfo agli US Open contro Federer.