Del Potro Nadal

A nove anni di distanza dal suo primo e unico titolo Slam, Juan Martin del Potro torna in finale agli US Open. Allora, nel 2009, l’argentino rappresentava la nuova speranza del tennis, pronto a inserirsi nell’era del dominio dei Big Four, salvo poi vedere il proprio percorso complicato da una serie di infortuni e operazioni ai polsi che rischiavano di comprometterne definitivamente la carriera. Oggi, invece, è un giocatore maturo, che ha imparato a fare i conti con i propri acciacchi e a trarre il massimo da quanto è rimasto nel suo serbatoio. 

Nella sua semifinale, delPo ha beneficiato del ritiro di Rafa Nadal, apparso in difficoltà sin dal match di una settimana fa con Karen Khachanov. Dopo aver perso i primi due set, il maiorchino ha preferito gettare la spugna, a causa di un ginocchio che gli rendeva difficoltosi anche gli spostamenti più banali. “Ho sentito qualcosa sul 2-2 del primo set, ho provato a resistere per quanto possibile ma così non era tennis”. 

Domenica notte, del Potro se la vedrà con Novak Djokovic, che in semifinale ha concesso appena nove giochi a Kei Nishikori, reduce da una maratona troppo impegnativa a livello di energie fisiche e mentali contro Marin Cilic. Nole, così, andrà a caccia del terzo trofeo a Flushing Meadows, il quattordicesimo slam, che vorrebbe dire agganciare Pete Sampras e confermare una volta di più il suo ritorno allo status, se non di dominatore, di uomo da battere in questa seconda metà di 2018, dopo i titoli conquistati a Wimbledon e Cincinnati. 

Intanto, la vittoria di stanotte ha regalato a Djokovic la certezza di essere tra i partecipanti alle ATP Finals in programma a Londra a metà novembre, al pari di Roger Federer, che con la sconfitta di Nishikori si è assicurato la qualificazione.