Naomi Osaka

A neanche ventun anni, Naomi Osaka pesca dal cilindro il primo titolo slam della sua carriera. Nella finale degli US Open, la giapponese di origini haitiane ha dominato contro una Serena Williams nervosissima, vittima di sé stessa prima ancora che della sua avversaria, comunque in stato di grazia nelle ultime due settimane. 6-2 6-4 il punteggio in favore della più giovane delle due contendenti, che con questo successo ha impedito a Serena di raggiungere quota 24 titoli major, eguagliando lo storico record di Margaret Court. 

La partita, però, è stata condizionata in maniera significativa – anche se la Osaka aveva già dato l’impressione di esser più centrata – dall’episodio che ha visto coinvolti la Williams, il suo coach (ed ex compagno) Patrick Mouratoglou e il giudice di sedia Carlos Ramos. Serena ha infatti ricevuto un warning per coaching, dopo che l’arbitro ha beccato il suo allenatore nell’atto di darle consigli dal box, come peraltro ammesso dallo stesso Mouratoglou a fine partita:


 Nervosissima per l’accaduto, la Williams è incorsa nella pesante sanzione del penalty game, perdendo di fatto completamente le staffe e rovinando, con il suo atteggiamento e il suo nervosismo, la festa della Osaka, quasi imbarazzata al momento del discorso da vincitrice. Su Twitter, poi, Mouratoglou, che già aveva indicato come la pratica del coaching fosse di fatto sempre impunita nel tennis, ha voluto rincarare la dose contro Ramos.


Insomma, per The Coach, che ha un suo spazio su Eurosport nel quale presenta i match nei loro aspetti tattici, questa sanzione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Resta da vedere, adesso, se l’universo ATP e WTA deciderà di modificare le discusse regole sul coaching.