“I sogni son desideri” cantava Cenerentola. Oggi, 25 settembre, è la giornata mondiale dei sogni. La giornata, oltre che a sensibilizzare sulla necessità di dormire nel modo giusto e corretto per la nostra salute, è rivolta a tutti i sognatori con un “sogno” nel cassetto.

Dovrebbe essere ogni giorno questa giornata mondiale dei sogni. La dimensione del sogno è più morbida, meno invadente di un quotidiano che si deve certamente affrontare. E poi il sogno è democratico, è accessibile a tutti con gli stessi mezzi e le stesse possibilità. Dare spazio al sogno nutre anche la speranza, che è divenuta scienza, per cui tu sei e sarai ciò che sognerai di essere. Ma ci devi credere.

Anche io che sto scrivendo di sogni ne ho uno: quello di una seconda possibilità. In fondo il mondo continuerebbe a girare come ha sempre fatto, l’imponente malinconia dei grattaceli resterebbe immutata, la violenza del vento dell’Asia del sud soffierebbe sempre via le sue vittime. Nulla cambierebbe radicalmente, solo io. Allora perché no? Perché nella vita vera le cose non vanno mai così. Quindi che ben venga il giorno mondiale dei sogni, ma che sia un anno e non solo un giorno, dove valga la pena di vivere una vita più vera che contempla anche una seconda chance.