a cosa serve la marsupioterapia

Bimbi canguro a contatto con mamma e papà. Si tratta della Kangaroo Mother Care (KMC) o marsupioterapia, una procedura che in terapia intensiva neonatale aiuta i bambini prematuri a crescere in maniera più serena. I neonati, nudi con il solo pannolino, vengono messi a contatto con il corpo dei genitori per tutto il tempo necessario, ma non sempre è così, soprattutto in Italia. Secondo un’indagine portata a termine dal gruppo di studio per la Care della Società Italiana di Neonatologia (SIN) presentata in questi giorni a Roma durante XXIV Congresso Nazionale alcune strutture non permettono un accesso al reparto h24 e senza orari di entrata e di uscita.

Cos’è la marsupioterapia o KMC?

Le terapie intensive neonatali spesso si rivelano luoghi stressanti dove i bambini nati prima della 32esima settimana vengono esposti ad eccessivi stimoli sensoriali e motori. Poi, dal momento che i principali organi come cuore, polmoni, cervello ma anche il sistema immunitario non sono ancora del tutto sviluppati, i bambini rischiano di contrarre infezioni ma anche malattie cardiache, neurologiche e/o respiratorie.

La KMC, nata negli anni settanta, rientra nell’assistenza neonatale in tutto il mondo. Il contatto materno, in sinergia con le cure di medici e infermieri, permette al bambino nato pretermine di sopportare lo stress ambientale ma anche di progredire nello sviluppo neuromotorio e neurocomportamentale. Inoltre è stato dimostrato come con la pratica della marsupioterapia i tempi di permanenza in incubatrice si riducano al pari dei casi di mortalità.

Il caso italiano

In tutto il mondo la marsupioterapia viene usata al posto dell’incubatrice fino a 18 ore. In Italia questo non avviene sempre in tutte le strutture a causa anche, ha sottolineato la SIN, della mancanza di protocolli scritti e di un’adeguata formazione del personale preposto.