È morto Charles Aznavour. Aveva 94 anni, era uno dei più famosi e amati cantanti in lingua francese e le sue origini armene hanno accresciuto il fascino del più grande chansonnier di Francia. 

Aznavour è morto nella notte di lunedì nella sua casa di Mouriès, un paese nelle Alpi Provenzali dove risiedeva da trent’anni e dove era rientrato quest’estate dopo una caduta e la frattura ad un braccio che gli aveva fatto interrompere il suo ultimo tour di concerti.

Famoso in tutto il mondo, Aznavour cantò canzoni che per oltre un decennio, dal Quaranta al Cinquanta, furono messe al bando perchè ritenute forti, troppo forti e disorientanti, piene di un amore audace cantato in maniera fin troppo espressiva per un pubblico ancora troppo pudico. 

Shahnour Varenagh Aznavourian, questo il vero nome di Charles Aznavour, nacque a Parigi dove la sua famiglia si era trasferita per sfuggire ai massacri e alle deportazioni di quello che sarebbe stato definito il genocidio armeno perpetrato dai turchi dell’Impero Ottomano ai danni degli armeni tra il 1915 e il 1916. Dal padre cantante  Aznavour ereditò la passione per il canto, in un primo tempo ostacolata dal problema alle corde vocali, una brutta paralisi che bloccava più d’una, ma che invece di impedirne la volata artistica, attribuì alla sua voce quel timbro roco pieno di suggestioni.

Famoso anche per le sue intense interpretazioni, Aznavour è stato protagonista di numerosi e famosi film, per cominciare da quello nel film di Jean Cocteau Il testamento di Orfeo e nel debutto del 1960 di Francois Truffaut Tirate sul pianista.

 Aznavour ha interpretato nella sua carriera alcuni brani memorabili a cominciare da La Bohème, forse il suo brano più conosciuto, She, Que c’est triste Venise tradotta in italiano in Com’è triste Venezia,  uno dei suoi più grandi successi in Italia insieme a Ed io tra di voi. Il successo senza confini di Aznavour è dovuto alla sua grande forza nel cantare l’amore, nelle sue forme più tormentate e semplici, fono all’amore gay come in Comme ils disent.
 

Sposato tre volte e padre di sei figli, Aznavour non ha mai tralasciato la sua grande passione per la politica e l’impegno verso la tutela dei diritti umani.