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Orrore senza fine in Indonesia. Il terremoto e il successivo tsunami hanno già causato migliaia di vittime con ben 1.203 morti finora ritrovati tra Palu e Donggala, sull’isola indonesiana di Sulawesi,. Lo riferisce l’ong indonesiana Aksi Cepat Tanggap. Si è fatto ricorso a sepolture di massa per evitare malattie con la convinzione che alla fine le vittime si conteranno a migliaia.

Intanto continua la corsa contro il tempo dei soccorritori nella speranza di trovare ancora in vita persone sotto le macerie. Una ventina di superstiti sono stati salvati, ma decine di chilometri di fascia costiera in direzione dell’epicentro non sono ancora stati raggiunti dalle squadre di soccorso a due giorni dal doppio sisma. 

Al momento, ha fatto sapere la Farnesina, non risultano italiani coinvolti. Quasi tutte le vittime sono state trovate a Palu, ma i mezzi dell’esercito sono riusciti a farsi strada solo in aree limitate verso nord, e le notizie che giungono dalla città di Donggala (300mila abitanti), a soli 27 chilometri dall’epicentro, rimangono frammentarie. È comunque possibile che il bilancio nella zona sia ancora più grave rispetto a quello di Palu.

Il rischio è quindi che in città si crei una situazione di anarchia con i soliti sciacalli in azione che svuotavano un centro commerciale accasciatosi su se stesso, nonostante il pericolo di nuovi crolli. E mentre in città vengono lentamente ripristinate le forniture di acqua ed elettricità, il pericolo è che si sviluppino epidemie. 

Foto da Twitter.