Diciannove mila posti di lavoro entro il 2030 (206.000 in Europa) grazie al passaggio da un sistema di trasporto basato sulle importazioni di benzina e diesel ad una mobilità alimentata da energie rinnovabili di produzione nazionale. 

Tale passaggio in Italia contribuirà nel 2030 ad aumentare il PIL di 2,396 miliardi di euro, aumentando di conseguenza la sicurezza energetica del paese e rappresentando una concreta opportunità per rafforzare l’economia. Questo è quanto emerge da un nuovo studio, coordinato dalla European Climate Foundation, da Transport & Environment e dalla Fondazione Centro Studi Enel, interessate al settore della mobilità e dell’energia in Italia.

Secondo quanto descritto nello studio dal titolo “Fuelling Italy’s Future: Come la transizione verso la mobilità a basso contenuto di carbonio rafforza l’economia” verrebbe ridotto il problema della cattiva qualità dell’aria legata al trasporto passeggeri, così da evitare 1.100 decessi entro il 2030 e prevenire tumori polmonari, bronchite cronica e asma.

Risparmio sulle importazioni di petrolio 

Si otterrà un risparmio cumulato di circa 377 miliardi di euro entro il 2050 riguardante le importazioni di petrolio, saranno creati ben 19.225 nuovi posti di lavoro nel 2030 e più di 50.000 nel 2050.
Secondo questo studio, il costo totale di proprietà di un’auto, considerando la vita utile media di un’auto a batteria di piccole dimensioni, diventerà inferiore a quello di un’auto a benzina convenzionale, le emissioni di NOx e PM saranno ridotte rispettivamente del 50% e del 63% rispetto ai livelli del 2017.
Saranno necessari 3 miliardi di euro per investire nelle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Il team che ha realizzato l’analisi tecnica, costituito dalle società di consulenza Cambridge Econometrics, Element Energy e dal centro di ricerca CERTeT dell’Università Bocconi, ha lavorato coordinandosi con la European Climate Foundation, Transport & Environment e la Fondazione Centro Studi Enel.

 

foto:H21t