Il principale Istituto Bancario Italiano (Banca Intesa), appoggia la linea di politica economica del governo. Inaspettatamente, il presidente di Intesa, Gian Maria Gros-Pietro annuncia che il gruppo è pronto a dare il proprio contributo per sostenere la crescita prevista dal governo e mette sul tavolo 150 miliardi, 50 miliardi l’anno per tre anni, possibile perché fuori dai divieti europei agli aiuti di Stato.

“L’intero sistema bancario nazionale è solido, è assolutamente risanato in termini di capitali e di sofferenze e ho l’impressione che questo non sia ancora ben valutato. Le condizioni per colmare i veri spred con la Germania, che sono quelli della crescita e degli investimenti, ci sono ed il governo deve fare la sua parte.” “Questa manovra – continua Gros-Pietro – nasce da un’ispirazione di politica economica per generare crescita, e per questo non è negativa. Ci riusciremo? Vedremo, ma credo che parlare solo di cifre non porti a nulla. Di sicuro serve una discussione europea. Un’Europa non completata come non lo è l’euro”.

Le opinioni di Banca Intesa

Concorda il capo economista di Intesa, Gregorio De Felice, per il quale né la politica europea né la strada stretta di Padoan hanno portato fino ad oggi ad alcun risultato positivo. Banca Intesa avanza anche l’ipotesi concreta della vendita di quegli immobili di proprietà dello Stato che costano più che rendere, che potrebbero essere immessi sul mercato attraverso la creazione di fondi immobiliari, e dalla cui vendita Intesa stima la realizzazione di proventi tali da abbattere il debito pubblico per una quota di circa 50 miliardi. Dei fondi immobiliari una quota potrebbe essere sottoscritta da risparmiatori italiani magari sostenuta con l’incentivo di esenzione fiscale .

Insomma, un grande assist alla politica economica del governo, fino ad oggi tanto attaccata da tutte le istituzioni economiche e politiche europee all’interno, dalla opposizione parlamentare, e che certamente influirà, e non poco, anche sulla fiducia degli investitori soprattutto esteri.

Altro importante assist alla politica economica italiana è arrivato già tre giorni fa dalla Banca d’affari americana Morgan Stanley, che ha valutato BTP ed azioni italiani essere i più attraenti tra quelli dei Paesi periferici dell’area euro e che, attualmente sottovalutati, a medio termine sorprenderanno le borse. Per questo il colosso bancario newyorkese annuncia un incremento del proprio portafoglio in titoli italiani e consiglia acquisti tattici in previsione di un rialzo che gli esperti USA stimano potere raggiungere anche il 12% .