Nel calcio, dopo aver vinto tre Champions League negli ultimi quattro anni, il Real Madrid ha dovuto fare i conti con un nuovo ciclo, visti gli addii di Zinedine Zidane e Cristiano Ronaldo. Nell’NBA, in una situazione per certi versi simile, i Golden State Warriors hanno invece rilanciato, confermando (per un’ultima stagione?) i propri campioni in blocco e aggiungendo dalla free agency DeMarcus Cousins, arrivato con un contratto al minimo salariale dopo l’infortunio al tendine d’Achille.

Così, ai nastri di partenza della regular season che parte stanotte, i Dubs sono ancora – e ancor di più – la franchigia da battere. A maggior ragione se si considerano l’azzeramento, di fatto, dei Cleveland Cavaliers con l’addio di LeBron, i cui Lakers non sembrano in questa stagione pronti a competere, e i rischi presi dagli Houston Rockets, la squadra che cinque mesi fa aveva accarezzato la possibilità di sconfiggere i Warriors nelle finali di conference, prima di perdere Chris Paul.

A Est, detto dei Cavs, le principali contendenti sono i profondissimi Toronto Raptors, che hanno puntato forte sulla possibilità di convincere Kawhi Leonard a fermarsi per più di un anno in Canada, e ovviamente i Boston Celtics, che dopo un anno condizionato dagli infortuni sperano di poter contare in blocco su Hayward, Irving, Brown, Horford e Tatum, per un quintetto che rappresenta un matchup nightmare per qualsiasi difesa. Sembra aver fatto un passo indietro, invece, Philadelphia, che aspetta di poter vedere all’opera il vero Markelle Fultz dopo una stagione da rookie tra le più strane di sempre.