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Matteo Salvini - Luigi Di Maio

Un venerdì carico di tensioni politiche a causa del caos che sta sconvolgendo il Governo italiano negli ultimi giorni. Il premier Conte ha convocato per le 13 di domani, sabato 20 ottobre, la riunione del Consiglio dei ministri per fare chiarezza sulla questione del decreto fiscale e sulla presunta “manina” che ha modificato il testo dopo l’approvazione, allargando le maglie del condono

Prima del Cdm dovrebbe svolgersi un vertice tra i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in cui sata presente anche il premier Giuseppe Conte. 

Fico: “Se il condono rimane, c’è un problema”

“Se rimane il condono, mi sembra ovvio che ci sia un problema”, ha detto ai giornalisti il presidente della Camera Roberto Fico, a margine di un convegno sulla sanità a Napoli. “Si agisce all’interno di un filo rosso che è quello del contratto – ha proseguito Fico – perché se fossimo stati uguali alla Lega, ci saremmo candidati con la Lega. Ma noi non siamo uguali alla Lega e non ci candideremo nemmeno con la Lega”.

Salvini: “Basta litigi, domani a Roma risolvo tutto”

Matteo Salvini aveva preannunciato che non avrebbe partecipato al Cdm di sabato per altri impegni, sia lavorativi che familiari, ma dopo le frecciatine di Luigi Di Maio (“Spero che possa rinunciare a qualche appuntamento e risolvere questa questione”, aveva detto), fa sapere che ci sarà. “Sono in Trentino ma domani volo a Roma per risolvere i problemi. Basta litigi”, dice il vicepremier.

A chi fa riferimento ad una possibile rottura tra la Lega e il M5S, il vicepremier Matteo Salvini risponde con decisione: “Fino alle Europee? – spiega Salvini in un’intervista a La Stampa – Macché, noi governeremo insieme fino al 2023. Alle Europee, senza dubbio. Una cosa dev’essere chiara: ribaltoni, inciuci e tranelli la Lega non ne fa. Noi manteniamo la parola data”. E sul testo del dl fiscale non ha dubbi: “Il decreto è quello scritto – afferma il ministro dell’Interno -. In Consiglio io c’ero, Di Maio pure, Conte ce lo ha letto com’è scritto e l’abbiamo approvato. Mi sembra un enorme equivoco. Pericoloso, però: tutti in Europa non vedono l’ora di attaccarci, non è bene dargliene l’occasione. Ma per quel che mi riguarda, il decreto quello è e quello resta”.

Giorgetti: “La ‘manina’ è in casa 5S, si schianteranno loro”

Dura la replica di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, dopo le accuse del Movimento 5 Stelle sulle modifiche apportate al testo del dl fiscale. “Non consento a nessuno di alludere a complotti e trame oscure, con dichiarazioni così scomposte – ha detto a La Repubblica -. Se si continua ad attaccare chi prova a tenere in piedi la baracca, il governo non andrà molto lontano. La ‘manina’ è in casa dei 5 Stelle, a schiantarsi saranno loro”.