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Alla fine ha prevalso la linea Di Maio. Il decreto fiscale si rifarà a dispetto degli altolà di Salvini: “Ma è normale che loro abbiano montato tutta ‘sta panna e poi neanche abbiano una proposta?”, ha commentato il vicepremier. “Io sono un pescatore, mio nonno mi ha insegnato che non si deve mollare mai. E poi, nei comizi tutti mi dicono la stessa cosa: ‘Matteo vai avanti, Matteo tieni duro'”. “Ma a me che mi frega del condono? Io non sono stato eletto per fare il condono”, chiosa sul caso “manina”. Sottolineando: “Riscriviamo il Dl Fisco da zero, ma non passo per scemo: voglio copia del testo“.

E sul caso “manina” montato dal suo collega vicepremier Di Maio, Salvini spiega: “Io ero a Mosca al convegno di Confindustria. Addirittura, il povero Conte, un galantuomo a cui va tutta la mia stima, a Bruxelles a difendere la Manovra da quelli che ci vogliono male. Proprio nello stesso momento, c’è qualcuno che va in televisione a parlare di manine misteriose, a dire che sulla manovra c’è il trucco, che andrà in Procura… Il problema è che intanto lo spread va a 3402″.

“Io non sono stato eletto per fare il condono, mi creda – afferma al Corriere della Sera -. Io avrei dovuto essere alla Coldiretti. E poi avrei dovuto vedere mia figlia. Vorrà dire che la caricherò sull’aereo e me la porterò a Roma. Ci andrei anche a piedi, se potesse essere utile agli italiani. E il decreto possiamo riscriverlo da zero. Buttarlo e riscriverlo. Ma passare per scemo, questo no”.

Decreto Fiscale, Salvini fa un passo indietro

“Conte ha la mia stima e ha sempre ragione, l’unica cosa è che stavolta chiederò che quando lui leggerà il decreto e Di Maio prenderà nota, una copia la voglio anch’io. Altrimenti poi non vorrei che si ricominciasse da capo. È un fraintendimento, un misunderstanding”.

E proprio il premier Giuseppe Conte è tornato a parlare di ‘pacificazione fiscale‘: “Serve a consentire ai contribuenti di azzerare le pendenze e di accedere al nuovo sistema, che contempla un ‘fisco amico’. L’accordo politico raggiunto ha l’obiettivo di permettere a chi ha avuto difficoltà oggettive di regolarizzare la sua posizione. Neppure gli esponenti della Lega hanno mai manifestato l’intenzione di premiare i grandi evasori. Nessuna crisi“.

Conte assicura: “Nessuna crisi di Governo”

In una intervista al Fatto quotidiano, il premier dichiara: “Una crisi di governo non è assolutamente nell’ordine delle cose. E niente dimissioni Il mio lavoro è appena iniziato. Ci aspettano ancora tante azioni da compiere e obiettivi da raggiungere. Fin dalla sua formazione, questo governo si è contraddistinto per unione e serietà di intenti”.

“Nel corso dell’euro-summit nessuno ha messo sul banco degli imputati l’Italia. Sono stato io a illustrare le linee fondamentali e alcuni dettagli della nostra manovra economica. Ho richiamato i dati che dimostrano che le ricette economiche del passato hanno compromesso la crescita. I nostri partner europei sanno che devono essere gli organi della Commissione a interloquire con il governo italiano ed è per questo che si sono perlopiù astenuti da improvvidi commenti”.