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“I 18 sospetti di cui nei giorni scorsi l’Arabia Saudita ha annunciato l’arresto in relazione al “brutale omicidio” di Jamal Khashoggi dovrebbero essere processati in Turchia”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ad Ankara al gruppo parlamentare del suo Akp.

Dov’è il corpo di Jamal Khashoggi?”, ha chiesto Erdogan durante il suo discorso di stamattina. Il presidente turco ha anche promesso che il suo Paese farà “ciò che è necessario” per indagare su “questo omicidio avvenuto dentro i nostri confini” e che il delitto “non sarà insabbiato da domande lasciate senza risposta”.

Omicidio Khashoggi: guidato via Skype da consigliere del principe

Saud al Qahtani, stretto consigliere e responsabile della comunicazione sui social media del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, avrebbe guidato via Skype le operazioni che hanno portato all’omicidio di Jamal Khashoggi. Lo rivelano fonti dell’intelligence turca. Sembra anche che il presidente Erdogan possegga la registrazione che prova la presenza virtuale di Qathani almeno nella parte iniziale dell’intervento del presunto “squadrone della morte”.

“L’inchiesta sull’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi produrrà la verità su quanto accaduto“, ha assicurato il ministro degli esteri saudita Adel al-Jubeir dall’Indonesia, promettendo che saranno messi in atto meccanismi in modo che “qualcosa del genere non possa mai più accadere”.

Caso Khashoggi, Riad assicura: “Uscirà la verità”

Le parole del ministro saudita arrivano a poche ore dell’attesa dichiarazione del presidente turco Erdogan sui dettagli di quanto realmente accaduto nel consolato saudita ad Istanbul. Al-Jubeir ha anche dichiarato che l’Arabia Saudita è impegnata a garantire “che l’indagine sia completa, che la verità sia rivelata e che i responsabili ne rendano conto”.

Già qualche giorno fa, l’Arabia Saudita ha riconosciuto che il giornalista saudita dissidente, Jamal Kashoggi, è morto il 2 ottobre, in una visita al consolato del regno ad Istanbul durante ‘una scazzottata’. Funzionari turchi invece affermano che il giornalista 59enne è stato ucciso in un interrogatorio sfociato nella violenza da una squadra saudita di 15 uomini