Sta per avvicinarsi l’arrivo dell’ora solare. Infatti, nella notte del 28 ottobre, alle 3, le lancette degli orologi dovranno essere spostate un’ora indietro. Certo, la mattina saremo tutti più riposati per avere guadagnato un’ora di sonno, ma in compenso le giornate saranno molto più corte, sempre di più fino al 21 dicembre. Il solstizio d’inverno, infatti, sancisce il riprendere dell’allungarsi delle giornate.

La svolta proposta dall’Ue nel 2019 

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato che questo cambio d’orario dovrebbe essere uno degli ultimi. Cinque milioni di cittadini dell’Unione hanno risposto a una consultazione, promossa tra luglio e agosto scorsi dai Paesi nordeuropei, capeggiati da Polonia e Finlandia, per abolire il passaggio tra ora legale e ora solare. Favorevole il 79%.

Ogni Paese potrà però decidere autonomamente se adottare l’ora solare o quella legale. Incorrendo nel rischio di creare confusione nella casa europea e nel mercato interno, soprattutto tra Paesi confinanti. 

Nord vs Sud

Certamente esiste una differenza sostanziale tra i paesi del nord Europa e quelli del sud. Tutti i sostenitori dell’abolizione del cambio di orario sono, infatti, paesi nordici dove il cambio crea delle difficoltà alterando il loro ritmo circariano.

Ancora non si ha avuta conferma del cambio d’ora, che dovrebbe arrivare entro marzo da Parlamento e Consiglio Europeo.