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Nessun colpo di scena da Bruxelles sul fronte Manovra. La Commissione Ue ha infatti bocciato il Documento programmatico di bilancio italiano chiedendone uno nuovo che dovrà essere inviato entro tre settimane a Bruxelles. “È con molto dispiacere che sono qui oggi, per la prima volta la Commissione è costretta a richiedere ad uno Stato di rivedere il suo Documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternative. Sfortunatamente i chiarimenti ricevuti ieri non erano convincenti”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis al termine della riunione dei commissari.

“L’Europa è costruita sulla cooperazione, l’eurozona è costruita su stretti legami di fiducia con regole che sono le stesse per tutti, quindi se la fiducia viene erosa, tutti gli stati membri vengono danneggiati, la nostra Unione viene danneggiata”, sottolinea Dombrovskis. Per questo “se una politica fiscale più accomodante colpisce la fiducia, può avere in realtà l’effetto opposto alla crescita”. 

“Il Governo italiano sta apertamente e coscientemente andando contro gli impegni presi verso se stesso e verso gli altri Stati membri. A maggio scorso la Commissione Ue aveva concluso di non aprire la procedura per debito “soprattutto perché l’Italia era sostanzialmente in linea con le regole, ma i piani attuali sono un cambiamento materiale che potrebbe richiedere una rivalutazione di tutto – ha spiegato – La palla è ora nel campo del Governo italiano, abbiamo tre settimane per un dialogo intenso che affrontiamo in modo costruttivo”.

L’Ue boccia la Manovra: “Tutti danneggiati”

“Violare le regole può sembrare una tentazione a primo sguardo, può dare l’illusione di sfuggirvi senza conseguenze così come può tentare curare il debito con più debito, ma a un certo punto il debito si avvicina al punto in cui diventa troppo pesante e si finisce per non avere più libertà del tutto. Ci è stato affidato il compito da tutti gli stati membri di mantenere gli impegni comuni, è nostro dovere, perché la fiducia è cruciale”, ha concluso Dombrovskis. 

Per il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici, invece, il ministro dell’economia Giovanni Tria è sempre un interlocutore credibile e legittimo”. “Speriamo che sia capace di convincere il governo italiano della necessità che la manovra italiana sia compatibile con le regole Ue e gli impegni comuni presi”.  

Dura la reazione del presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani: “Non si risolvono i problemi con le dichiarazioni di guerra a destra e a manca, anche perché l’ultima dichiarazione di guerra dell’Italia non ha portato molta fortuna ai cittadini. Sarebbe più prudente lavorare per ottenere dei buoni risultati. Credo sia giusto modificare questa manovra per avere più crescita, meno pressione fiscale, più aiuti alle imprese e più aiuti per realizzare infrastrutture, altrimenti la guerra invece che farla a Bruxelles la si farà ai cittadini italiani”.