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La Cgil di Messina riparte con la conferma di Giovanni Mastroeni a segretario generale per il mandato che lo vedrà impegnato sul territorio della Provincia siciliana per i prossimi quattro anni. L’esperienza pregressa gli ha permesso di evidenziare quelle che sono le criticità di un territorio che ha tanto da offrire ma sul quale bisogna lavorare affinché emergano gli aspetti positivi e si superino quelli negativi.

Mastroeni: “Pieno rispetto per società e lavoratori”

Il divario occupazionale che si è venuto a creare non riguarda soltanto la contrapposizione tra Nord e Sud Italia. Giovanni Mastroeni infatti, intende risollevare le sorti di un territorio che registra una percentuale di disoccupazione, in seguito a crisi economica, superiore a quella del resto della Sicilia. “Se infatti – spiega Mastroeni – la media di disoccupazione registrata nell’isola nel periodo 2008-2016 è stata dell’8%, Messina ha raggiunto invece l’11,2%”. Il sindacato intende colmare questo gap con una serie di proposte.

Le proposte di Cgil Messina per il recupero del territorio

“Il primo punto dal quale è necessario partire – dice Giovanni Mastroeni – è quello delle infrastrutture”. Diventa quindi fondamentale incentivare lo sviluppo dell’alta velocità e dell’autorità di sistema portuale, per recuperare risorse depauperate nel tempo. “Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli – racconta il segretario generale – ha istituito la nascita della sedicesima autorità di sistema portuale, ovvero l’Autorità dello Stretto di Messina, che precedentemente era accorpata a Gioia Tauro. In questo modo potremo lavorare meglio per lo sviluppo del porto messinese, frequentato ogni giorno da tanti pendolari”. Alla sedicesima autorità faranno capo i porti di Messina e Milazzo per la Sicilia e di Reggio Calabria e Villa San Giovanni per la Calabria.

Previsti anche interventi sulle Zone economiche speciali (ZES). “Lavoreremo – dice Mastroeni – per il recupero di una zona di circa 200 ettari, che comprende le raffinerie di Milazzo e le zone industriali di Tremestieri e Larderia”. A questo si collega il progetto di incentivare la filiera dell’industria alimentare. “Nel nostro territorio – continua il segretario generale della Cgil Messina – si producono eccellenze alimentari riconosciute con marchi di qualità a livello nazionale, una fra queste è il suino nero dei Nebrodi. È nostro impegno e dovere, quindi, ottimizzare le risorse del territorio anche dal punto di vista agricolo”.

Un’isola come la Sicilia non può fare a meno del turismo. “Bisogna partire dalle infrastrutture per consentire una migliore mobilità – prosegue Mastroeni – ma quello di cui abbiamo maggiormente bisogno è il superamento del turismo stagionale. In luoghi come Taormina e le Isole Eolie, il settore agro-turistico impiega dai 13 ai 14 mila lavoratori, dobbiamo quindi puntare su una politica di infrastrutture e di promozione del territorio”.

La Cgil Messina non dimentica la questione ambientale. “Si parla di far chiudere la zona industriale di Milazzo a causa dell’inquinamento che produce – spiega il segretario generale – ma io dico che nel terzo millennio la scienza può ridurre l’impatto ambientale. Non esistono industrie che non inquinino. Ci impegniamo a far sì che le oltre 2.500 persone occupate in quella zona non perdano il loro lavoro, perché il nostro obiettivo è quello di far coesistere sviluppo e ambiente”.

Cgil contro il “Salva Messina”, in piazza il 31 ottobre

Il sindacato è a fianco dei cittadini messinesi e con loro scende in piazza il 31 ottobre dalle 10 alle 12, davanti al Palazzo del Municipio per protestare contro i tagli del ‘Salva Messina’. “All’indomani dell’elezione del nuovo sindaco, a giugno scorso – racconta Mastroeni -, abbiamo chiesto un incontro per discutere un piano di crescita della città ma dopo 110 giorni di scelte sbagliate, il sindaco è arrivato al ‘Salva Messina’, con tagli sulle già precarie condizioni della città. Cgil e Uil però hanno deciso di non firmare e di manifestare contro il decreto”. “La città – conclude il segretario generale della Cgil Messina – è forse la parte più povera della Provincia, dove i giovani scappano e il reddito pro-capite è basso, noi puntiamo al superamento del ‘Salva Messina’ per il pieno rispetto della società e dei lavoratori della città”.