La Associazione Nazionale Consumatori  prepara una class action per i prezzi della benzina alle Isole Eolie e chiede l’intervento del Ministero e Antitrust e multe da 100mila euro

 Il presidente nazionale della Associazione Nazionale dei Consumatori, Ernesto Capillo, in una conferenza stampa al Comune di Messina ha illustrato un esposto all’Antitrust ed al Ministero competente sul prezzo della benzina alle Eolie, che documenti alla mano dimostra essere assolutamente ingiustificato.

“Chiediamo all’Antitrust che sia applicata una sanzione minima di 100mila euro per ogni violazione accertata” ha detto Capillo. “L’Associazione Nazionale ha ritenuto di farsi carico dell’approfondimento del problema per verificare l’incidenza dei costi dei trasporti marittimi sulla lievitazione dei prezzi dei carburanti. Tutto ciò che invece sembra riconducibile ad una gestione monopolistica dei distributori predetti. 

“Poiché, inoltre, sembra che uno dei distributori venga gestito direttamente dall’Eni, pretendiamo che sia irrogata a tale società una multa di almeno 10mln di euro e che si indaghi su quali siano i contatti tra la stessa e gli altri gestori per la esistenza di un cartello presumibilmente illecito”.

“I prezzi dei carburanti alle Isole Eolie – aggiunge l’avvocato Fiorillo – continuano a salire nonostante le dilaganti proteste degli Eoliani. Nelle Isole il prezzo reale del carburante è di 2.60 euro al litro mentre dalle schede allegate estratte dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico il prezzo dichiarato dai gestori delle Isole Eolie non supera i 2,008 euro. Avendo quindi saputo del significativo esposto del magistrato Angelo Giorgianni all’Antitrust, ne abbiamo fatto uno anche noi per tutti i consumatori vessati da questa situazione”.

La class action contiene anche un elenco di disservizi nei trasporti  e per questo sarà presentata anche alla Regione siciliana quale ente concessionario per il collegamento marittimo da e per le Eolie. In caso di silenzio o inadempienza  della Regione oltre novanta giorni, sarà presentato  ricorso al TAR , il quale con una sentenza di accoglimento potrebbe anche imporre alla Regione la revoca delle concessioni alla società marittima.

 Fiorello sottolinea che “da un anno la società concessionaria divide in due i tronconi dei servizi di traghettamento da e verso le Eolie con i Franza e Morace, che non hanno pagato ancora un euro visto che la prima rata è al 2022 e la seconda al 2024. I mezzi utilizzati hanno almeno 50 anni d’età e possono essere deteriorati nelle parti costituite da amianto come nella cabine e nei contro soffitti. Non sappiamo se nel tempo la polvere possa filtrare negli aeratori e finire nelle vie respiratorie dei lavoratori come ci è stato in alcuni casi riferito”.

Immediata la smentita della società Liberty Lines: ”La flotta, soggetta ai regolari controlli delle Autorità preposte (Capitaneria, Autorità sanitarie, etc), è in totale sicurezza (come del resto è facilmente documentabile). Smentiamo altresì la non conformità dei mezzi utilizzati rispetto alle previsioni contrattuali. La società ha dato mandato ai propri legali di tutelare la propria immagine anche in altre sedi e diffida le testate giornalistiche dalla diffusione di notizie senza fondamento, che rischiano di procurare inutili allarmi, senza peraltro avvertire l’esigenza di una preventiva replica dell’azienda.”

Il magistrato Angelo Giorgianni, dalla cui denuncia ha preso le mosse questa azione, ha detto: “Il viaggio di mille miglia comincia con il primo passo. Inizia un viaggio attraverso i diritti negati o lesi per reclamare Verità e Giustizia . Il primo passo verso il ripristino delle regole del mercato a tutela degli Eoliani è fatto”.