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Desirèe, arrestato il quarto uomo: è un ghanese 32enne

Arrestato a Foggia il quarto uomo ritenuto responsabile dell’omicidio di Desirèe Mariottini, la sedicenne trovata morta nello stabile a San Lorenzo. Si tratta di un giovane di nome Yusif Salia, accusato di omicidio volontario e stupro di gruppo.

Nelle scorse ore erano stati fermati tre immigrati irregolari presenti dove ha trovato la morte la ragazza.

Il caso è stato aperto dal programma del mattino Storie Italiane di RAI 1, che per primo ne ha dato la notizia con un ampio servizio nel corso del quale è stata trasmessa la testimonianza di un senegalese, il quale, non avendo chiamato i soccorsi, rischia di essere incriminato per omissione di soccorso.

Le indagini tendono ancora a definire quale sia stato lo svolgimento dei fatti tra l’ora riferita dal senegalese e gli orari emersi dalle chiamate fatte da anonimi, prima all’ambulanza e successivamente alla polizia. Va emergendo sempre di più la pericolosità del quartiere di S.Lorenzo, un territorio multietnico dove risulta proliferare una vita ai margini della legalità, cui è covo di spacciatori e drogati: una vera e propria bomba sociale sulla quale non risulta mai esservi state azioni di sorveglianza e tutela del territorio.

La verità su S. Lorenzo

È sconcertante sapere da quanto tempo la situazione fosse nota e di quante volte la stessa circoscrizione avesse fatto denuncia alle forze dell’ordine ed allo stesso Comune di Roma. Una situazione divenuta insostenibile. In un solo anno, si sono verificati ben dieci episodi delinquenziali, noti alla polizia che dichiara di non avere potuto fare di più per carenza di uomini e mezzi.

Intervistata la gente del quartiere, inferocita anche per questo atroce delitto, dichiara alle telecamere come non sia possibile uscire di casa la sera senza rischiare addirittura la propria incolumità. Qui moltissimi soggetti fuori dalla legalità vivono allo stato brado, arrivando addirittura a fare i propri bisogni per strada a cielo aperto. È inconcepibile accettare che intere zone di una città possano essere tanto degradate e lasciate in assoluto dominio della delinquenza, ancor di più quando si tratti di situazioni note a tutte le istituzioni.

Questo è quanto ormai è possibile trovare in molte città, grandi e meno grandi, dove stazioni, aree verdi e periferie sono state completamente espropriate alla vita normale e ai diritti dei cittadini. Occorre che tutta la società civile rivendichi con forza che le istituzioni svolgano il proprio ruolo: che le zone a rischio delle nostre città siano immediatamente bonificate, che si provveda sul serio all’effettivo censimento degli stranieri presenti sul nostro territorio, all’accertamento della legalità della loro presenza e della liceità dei loro mezzi di sussistenza.

“La coesione sociale è il mezzo fondamentale per costruire il resto della comunità solidale. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e partecipazione. Bisogna essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico, parlando della morte della sedicenne Desirée Mariottini.

Raggi: “No alle ronde, la forza non è la soluzione” – “Non servono ronde, ma cose come il controllo di vicinato che stiamo già sperimentando. Un’attività corale che vede come perno i cittadini che forniscono indicazioni a supporto delle forze dell’ordine”. Lo ha affermato il sindaco di Roma, Virginia Raggi. In merito poi all’annunciata manifestazione di Forza Nuova in programma sabato a San Lorenzo, ha aggiunto: “Mi oppongo a qualunque tipo di visione che proponga l’uso della forza privata indiscriminata per risolvere questioni ordine pubblico e sociale”.

Tignitè

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