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Il gasdotto pugliese si farà. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “In data odierna ho trasmesso al premier Giuseppe Conte le valutazioni di legittimità svolte sulla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dal precedente governo sul progetto Tap. Anche nei punti contestati non sono emersi profili di illegittimità. La Commissione Via – unico soggetto titolato a pronunciarsi – ha infatti ritenuto ottemperate le prescrizioni”.

“Ricordiamo che l’opera è stata già autorizzata dal precedente governo e che i ricorsi sulle autorizzazioni già in passato non hanno trovato gli esiti giudiziari sperati dai cittadini – ha aggiunto il ministro -. In questo percorso, nella fase finale, è arrivato il nostro governo. Abbiamo in particolare modo riesaminato quelle prescrizioni che, secondo i rilievi provenienti dai territori, non sarebbero state ottemperate. Ricordiamo che la Valutazione di impatto ambientale è stata rilasciata sul progetto definitivo che, per sua natura, è suscettibile di adattamenti in fase esecutiva, e pertanto le prescrizioni possono essere aggiornate via via che in tale ultima fase dovessero emergere nuove e mutate situazioni”.

Il Tap si fa, Conte: “Tuteleremo le comunità locali” 

Tocca poi al premier Conte spiegare la posizione del Governo: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un’attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del governo. Avevo preannunciato che se avessimo riscontrato profili di illegittimità non avremmo esitato ad assumere tutti i conseguenti provvedimenti, compresa la decisione di interrompere i lavori. Da quando ci siamo insediati abbiamo fatto quello che non è mai stato fatto in precedenza. Abbiamo effettuato un’analisi costi-benefici, abbiamo dialogato con il territorio, abbiamo ascoltato le istanze e studiato i documenti presentati dalle autorità locali”.

“A oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere – spiega Conte – Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita. Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica”.