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Brutte notizie per tutti i fumatori italiani. Nella relazione tecnica allegata alla manovra, infatti, viene annunciato un nuovo aumento per i pacchetti di sigarette di tutte le fasce di prezzo: “L’incremento della fiscalità potrebbe essere recuperato dai produttori con un aumento dei prezzi di vendita di circa 10 centesimi a pacchetto, per tutte le fasce di prezzo”. Nella specifico, sono previsti per il 2019 rincari della tassazione per le sigarette di 108 milioni, 22,5 milioni per il tabacco trinciato, circa 1,8 milioni per i sigari, per un totale di 132,6 milioni

Non solo sigarette però, dalla relazione tecnica emergo anche altre novità. Spunta ad esempio il ‘bonus eccellenze’ grazie al quale avrà chance di posto fisso un “super dotato” su 10. Lo sconto fino a 8mila euro è previsto per incentivare l’assunzione di laureati in corso con 110 e lode con meno di 30 anni e dottori di ricerca entro i 34 anni, che abbiano conseguito il titolo tra gennaio 2018 e giugno 2019. I giovani ‘eccellenti’ sono stati, in analogo periodo (tra 2017 e 2018) circa 60mila. Le risorse stanziate quindi permetteranno “6.000” assunzioni.

Manovra, tra aumenti alle sigarette e tagli ai ministeri

Interventi anche in favore dei giovani medici, in particolare dei specializzandi che potranno ambire a novecento nuovi contratti di formazione specialistica a partire dal 2019. Al finanziamento complessivo già previsto di 708 milioni se ne aggiungeranno “22,5 per il 2019, 45 milioni per il 2020, 68,4 milioni per il 2021, 91,8 milioni di euro per il 2022 e 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023”.

Previsti inoltre tagli da 435 milioni alla spesa ai ministeri. Si parla di un calo della spesa in conto capitale, che finanzia gli investimenti, da 822 milioni, che salgono a circa 1,6 miliardi se si sommano 790 milioni di “riprogrammazioni”. I fondi per la spesa corrente saliranno nel 2019 di 206 milioni (con 646 milioni di rifinanziamenti) e la spesa per investimenti di 342 milioni (con un rifinanziamento di 1,9 miliardi).

L’ex presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd), denuncia però il mancato rinnovo de blocco degli aumenti delle imposte locali, dalle addizionali all’Imu sulle seconde case e così dal 2019 ci saranno “inevitabilmente più tasse locali”. “Come accade spesso nel bilancio dello Stato – aggiunge – il diavolo è sempre nei dettagli e basta approfondire il quadro degli investimenti pubblici per capire le scelte miopi effettuate. La sintesi della manovra è: più tasse locali e meno investimenti pubblici”.