E’ morto a Roma il pittore Bruno Caruso. L’artista palermitano, noto in Italia e all’estero, dalla Francia agli Stati Uniti per la sua poliedricità nel raccontare i fatti della vita, aveva 91 anni.

Disegnatore, scrittore, artista curioso e sensibile, Bruno Caruso pur non tralasciando mai l’attenzione ai temi sociali globali come la guerra o l’influenza della natura sulle condizioni di vita, ha sempre rivolto particolare interesse ai temi forti della sua Sicilia. Considerato precursore dell’insegnamento dell’ Arteterapia, ne ha applicato i principi al manicomio di Palermo dal 1954 al 1959. Famoso il ciclo di 300 disegni in cui Caruso ritrae il “mondo dei matti” rendendo viva la sofferenza e la disperazione di chi è internato nei manicomi. In molte sue opere, il disagio mentale viene posto al centro di una profonda analisi introspettiva.

Artista poliedrico, sempre coerente con il suo fortissimo impegno civile, si interessò al mondo dell’editoria, del giornalismo, della fotografia, ha collaborato con diverse testate italiane fino a fondare lui stesso riviste intellettuali come “Sicilia” del 1953. Famosa dagli anni Sessanta la sua attiva partecipazione al quotidiano L’Ora.

Nel 1959 si trasferì a Roma, alimentando la sua creatività con un’attività inesauribile.  Famose le sue molteplici collaborazioni culturali con artisti celebri a livello nazionale e internazionale, da Leonardo Sciascia a Renato Guttuso, al fotografo Brassai, suoi cari amici.