Un fine settimana terribile per la Sicilia devastata dal maltempo. Sono state 12 le persone morte a causa della furia provocata da piogge e vento. L’acqua non ha avuto pietà a Casteldaccia, in provincia di Palermo, e il fiume Milicia ingrossato ha travolto una villetta, portando con sé anche nove persone tra cui due bambini. Sotto accusa per questa tragedia c’è l’abusivismo: case costruite troppo vicine al fiume

Strage del maltempo a Casteldaccia, sotto accusa l’abusivismo

Non soltanto case e villette ma anche baracche costruite con pochi riguardi, tutto vicino alla piana in cui scorreva il fiume Milicia, a Casteldaccia, senza argini o mura di cemento. La villetta in cui sono morte le 9 persone è stata costruita a meno di 300 metri dal normale corso del fiume, quasi sotto ai piloni autostradali, in una zona in cui ci son anche baracche di legno e lamiera e qualche prefabbricato. Per accedere a questo piccolo agglomerato di case, una piccola stradella, che parte dalla strada statale 113 dopo Casteldaccia e prima di Altavilla Milicia e consente il passaggio soltanto un’auto per volta.

Giuseppe Virga, sindaco di Altavilla Milicia, comune confinante con Casteldaccia, descrive un territorio devastato dall’abusivismo, con circa due lottizzazioni abusive e case fuori norma con fognature che scaricano nel fiume. “Da assessore e poi da sindaco – racconta – ho fatto prima segnalazioni verbali ai carabinieri, poi un esposto alla Procura di Termini Imerese insieme all’ex sindaco di Castedaccia Fabio Spatafora. Segnalammo che la situazione era pericolosa e che si trattava di zona ad altissimo rischio idrogeologico. Dalla denuncia non solo nulla si è mosso, ma hanno continuato a costruire nell’alveo del fiume”. Il fiume Milicia nel tempo si è ridotto, creando uno spazio libero in un tratto di vallata e proprio quella zona è stata riempita di costruzioni che non hanno rispettato le distanze imposte dalla legge. “Il fiume si è ripreso il suo letto – ha detto Virga – ed è successa la tragedia”.

Il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, conferma le parole del vicino collega: “La casa travolta dal fiume era abusiva e pendeva dal 2018 un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dai proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta, ancora il tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile”.