Più ci si addentra nel freddo inverno, più è frequente che il nostro bambino abbia la febbre, ma non c’è nulla di cui dobbiamo preoccuparci: ricordiamoci sempre, infatti, che la febbre è il sintomo più positivo dell’azione di difesa che l’organismo organizza immediatamente per contrastare l’attacco degli agenti esterni dannosi quali il freddo, l’umidità, i virus influenzali. 

Normalmente è una situazione transitoria che può essere determinata anche da una infezione. Il modo migliore di misurazione della temperatura corporea del bambino è quello ascellare con termometro digitale, a punta arrotondata, preferibile alla misurazione rettale o al termometro ad infrarossi.

Se la febbre è accompagnata da una condizione di malessere del bambino è bene somministrare antipiretici quali paracetamolo o ibuprofene, farmaci che hanno un buon indice di tollerabilità e che esplicano il loro effetto dopo 50/60 minuti dalla assunzione e per le successive otto/dieci ore; è opportuno comunque attenersi alle dosi e ai tempi secondo le prescrizioni del pediatra.

Per i bambini più piccoli la somministrazione ottimale è quella con gocce o sciroppo, invece anche per i più grandi  è sconsigliata quella rettale. Durante lo stato febbrile è molto importante che il bambino beva anche più del solito, e per questo occorre somministrare frequentemente liquidi, acqua o succhi di frutta e che assuma zuccheri o attraverso le bevande o l’alimentazione, se non inappetente.

L’assunzione di liquidi è importante per evitare la disidratazione a causa della sudorazione e l’assunzione di zuccheri è fondamentale non solo per l’effetto corroborante, ma anche, e soprattutto, per scongiurare il rischio del pericoloso fenomeno dell’acetone, che si manifesta con alitosi dall’odore tipico di acetone accompagnato da nausea e mal di testa.

Tuttavia se la febbre dovesse durare per più settimane pur senza raggiungere temperature elevate ma non rispondendo ai farmaci, è opportuno chiamare il pediatra per una valutazione diretta delle condizioni generali del bambino, quali respirazione, dolenzia diffusa, inappetenza protratta, segni di debolezza.

Contrariamente a quanto ritenuto comunemente, durante l’attacco febbrile il bambino deve essere tenuto poco coperto ed è opportuno evitare applicazioni sul corpo quali impacchi con ghiaccio, spugnature e quant’altro per tendere ad abbassare dall’esterno la temperatura: pratiche che interromperebbero con effetti negativi il processo di difesa dell’organismo, che è rappresentato proprio dalla febbre stessa. Inoltre, ricordiamoci che quando è con la febbre, le coccole e le attenzioni sono molto desiderate dal nostro bambino!