Record assoluto per la “Lettera su Dio” di Albert Einstein. E’ stata battuta da Christie’s ad una cifra di parecchio superiore alle stime di partenza: il martello del battitore si è fermato solo dopo che le puntate hanno raggiunto i due milioni 400 mila dollari, saliti a 2.892.500 dollari, compresi i diritti d’asta. Le previsioni della vigilia non superavano erano i 1,5 milioni di dollari. “Le mie scuse a Dio”, ha detto John Haze che ha condotto la vendita nei saloni di Christie’s a Rockefeller Center.

Un documento eccezionale considerato uno dei più importanti manoscritti del XX secolo, nel quale il celebre fisico, teorizzatore della relatività, parla della sua concezione di Dio, della religione e del senso dell’esistenza umana. 
“La parola Dio per me non significa altro che l’espressione, il prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di venerabili ma ancora piuttosto primitive leggende”, scriveva nel 1954 lo scenziato.

La “Lettera su Dio” di Einstein, una pagina e mezza autografa e in tedesco, ha acquistato questo nome nonostante la parola Did sia usata solo una volta durante tutto il messaggio.

Scritta e inviata dall’Università di Princeton il 3 gennaio 1954, indirizzata al filosofo tedesco Eric Gutkind, anch’egli ebreo come Einstein, è la più grande testimonianza di come il fisico ricusasse in parte qualsiasi credo religioso. “La parola Dio per me non è che l’espressione e il prodotto delle debolezze umane e la Bibbia, una raccolta di venerabili leggende, abbastanza primitive – scriveva Einstein – Nessuna interpretazione, per quanto sottile possa essere, potrà per me mai cambiare nulla“. La lettera era stata inviata come risposta privata di Einstein al libro di Gutkind intitolato “Choose Life: The Biblical Call to Revolt” del 1952.

Il premio Nobel per la fisica aveva scritto diverse lettere in cui affrontava il tema di Dio e dell’ebraismo, la religione in cui era nato e cresciuto. Secondo Walter Isaacson, autore di una biografia del 2008, “nessuno dovrebbe basarsi solo su una lettera per risolvere i dubbi sull’idea di Einstein sull’esistenza di un essere supremo”. Sempre secondo Isaacson, Einstein non era un ateo: “Ma non credeva in un Dio che va in giro scegliendo le sue squadre sportive o le sue persone preferite”.

E questo emerge chiaramente da considerazioni dello stesso Einstein: “La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio. Chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili. La mia religiosità consiste in un’umile ammirazione di quello Spirito immensamente superiore che si rivela in quel poco che noi, con il nostro intelletto debole e transitorio, possiamo comprendere della realtà. Voglio sapere come Dio creò questo mondo. Voglio conoscere i suoi pensieri; in quanto al resto, sono solo dettagli”.

Non è la prima volta che il messaggio, riemerso nel 2008 dopo esser rimasto fino ad allora nelle mani della famiglia Gutkind, viene proposto all’asta: nel maggio di quell’anno a Londra un compratore rimasto anonimo batté il celebre ateo britannico Richard Dawkins pagando l’equivalente di 404 mila dollari per il documento. La lettera era stata poi offerta su eBay per tre milioni di dollari ma l’operazione fallì.

 Altre lettere di Einstein sono state battute per cifre da capogiro, ma quella venduta oggi ha stabilito il record.

foto:Notizie cristiane