Manovra,

La Commissione di Bilancio ha dato il suo via libera alla Manovra e ha dato il mandato ai relatori per riferire in Aula su un maxiemendamento dal momento che il governo si è già riservato la possibilità di porre la fiducia. La Manovra verrà esaminata a Montecitorio oggi, mentre probabilmente la richiesta di fiducia arriverà giovedì.

Intanto continuano le trattative con l’Unione Europea e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, precisa che adesso servono “decisioni politiche” in “tempi stretti” per evitare la procedura di infrazione. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, precisa: “Con Bruxelles tratto solo io e la manovra può cambiare. Per le riforme serve più tempo”.

Manovra, la Commissione Bilancio approva: domani alla Camera

Con la Manovra cambia il congedo per le neo-mamme lavoratrici. Con la concessione del medico, le donne in gravidanza potranno rimanere al lavoro fino al nono mese e rinviare a dopo il parto l’intero periodo di astensione di 5 mesi. Lo prevede un emendamento della Lega dedicato alle politiche delle famiglia approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Il nuovo sistema viene proposto come ‘alternativa’ all’attuale, che impone invece l’obbligo di astensione (di uno o due mesi) prima della nascita del bambino.

Aumenta il bonus per gli asili nido. La quota per l’iscrizione agli asili nido passa da 1.000 a 1.500 euro l’anno, sia per le strutture pubbliche che per quelle private. Grazie ad un emendamento della Lega dedicato alla famiglia e approvato dalla Commissione di Bilancio alla Camera, la misura, nata nel 2017, viene incrementata ed estesa fino al 2021. A partire dal 2022 sarà invece un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri a determinare l’importo, comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua.

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, sulla scia del suo slogan, mette ancora una volta gli italiani al primo posto. “Sulla manovra – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini – stiamo lavorando nell’interesse degli italiani” e gli emendamenti “li concordiamo con il Parlamento, siamo una Repubblica parlamentare, ci pagano lo stipendio gli italiani. Ascoltiamo l’Unione europea ma i nostri datori di lavoro sono gli italiani ed io voglio aiutarli a pagare meno tasse ed a lavorare di più. Il dialogo con Bruxelles – ha aggiunto – è importante ma i nostri azionisti sono 60 milioni di italiani”.

Ritirato l’emendamento sulle accise in Liguria. “Dal 2019 i liguri pagheranno meno al distributore senza rinunciare alla messa in sicurezza del territorio – ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti -. Il Governo si impegna a coprire il gettito proveniente da quella imposta nella stesura definitiva della Legge di Stabilità”. “D’accordo con il vice-ministro all’Economia Massimo Garavaglia – spiega Toti – abbiamo verificato la possibilità di coprire con fondi nazionali le somme stanziate sul dissesto idrogeologico e coperte dal 2011 con le accise sui carburanti della Liguria”.