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“Non mi risulta nessun rinvio su quota 100 nella Manovra e sono contrario ad ogni ipotesi di nuove tasse sull’auto”. Sono le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini ai microfoni di Radio Anch’io a proposito degli emendamenti alla Manovra.

Intanto, dopo il via libera della Commissione di Bilancio, la Manovra è oggi in discussione in Aula alla Camera.

Manovra, Salvini: “Nessun rinvio alla quota 100 e no a nuove tasse auto”

Il settore delle auto si è ribellato per l’imposta crescente, da 150 euro a 3.000 euro, per le immatricolazioni di auto nuove con emissioni superiori ai 110 g/km. Secondo la proposta di emendamento approvata in Bilancio, sarà previsto un incentivo da 6.000 a 1.500 euro per i veicoli con emissioni di CO2 tra 0 e 90 g/km.

Sempre a proposito di manovra Salvini ha smentito possibili rinvii su pensioni o reddito. “Non mi risulta nessun rinvio su quota 100 per le pensioni in manovra, sono fantasie dei giornali”, ha spiegato il vicepremier ricordando che “entro oggi ci saranno le stime vere sul lavoro e se in manovra avremo messo più soldi potremo spostarli su altro”.

Salvini richiede ancora una volta il tempo necessario alla realizzazione delle riforme. “Siamo al Governo da 6 mesi – ricorda il ministro- e ancora non abbiamo fatto mezza manovra. I risultati di un governo si vedono almeno dopo una manovra economica, non penso che i mercati salgano o scendano in base alle simpatie per Salvini. Chiediamo di lasciarci lavorare“.

A proposito di Tav, il ministro dell’Interno ribadisce il suo “sì” agli incentivi per le infrastrutture. “Sulla Tav io tifo per il sì sempre e comunque. Aspettiamo l’esame finale dei tecnici ma l’Italia ha bisogno di più infrastrutture non di meno infrastrutture”.

In quanto ai mercati, il vicepremier ha parlato della Cina e dei suoi prodotti. “Bisogna ridiscutere la globalizzazione perché c’è una realtà al mondo, la Cina, che non è una democrazia e fa concorrenza sleale alle imprese di tutto il mondo con i suoi prodotti, partendo da un piano di vantaggio. È necessario ridiscutere il ruolo della Cina che sta combattendo a armi impari”.

Tra gli emendamenti proposti per la Manovra si inserisce anche la novità sul congedo di maternità. Le donne incinte e lavoratrici potranno, previo consenso del medico, lavorare fino al nono mese e “rimandare” a dopo il parto i 5 mesi di congedo che spettano.