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Videogames alle Olimpiadi: un sogno o una realtà?

di Redazione

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Videogames alle Olimpiadi: un sogno o una realtà?

| venerdì 14 Dicembre 2018 - 12:41
Videogames alle Olimpiadi: un sogno o una realtà?

La notizia è uscita qualche tempo fa e ha fatto piuttosto clamore e non è difficile capire il perché. Nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere i videogames alle Olimpiadi, eppure pare proprio che potrebbe accadere, anche se con delle regole ben precise. Tali giochi sono conosciuti oggi con il nome di e-sports e già da qualche tempo stanno bussando alla porta del CIO, cioè il Comitato Olimpico Internazionale che finalmente ha aperto uno spiraglio.

A spingere su questo ente ci sono ovviamente gli amanti dei videogames e soprattutto le aziende produttrici storiche come Sony, Nintendo, Konami che vedono l’occasione come una possibilità di business imperdibile. Se questi colossi però sperano di vedere gli e-sports già alle prossime olimpiadi ne resteranno delusi perché il CIO ha detto che valuterà l’eventuale ingresso solo per quelle che si giocheranno a Parigi nel 2024. Un vero peccato visto che le prossime fra 2 anni saranno a Tokyo, patria dei giochi informatici!

Come viene vista questa novità? Favorevoli e contrari

I favorevoli all’ingresso dei videogames ai giochi olimpici rispondono al perché introdurli con un “perché no”? Dopotutto qualche anno fa anche il poker live è entrato a far parte dei giochi più famosi al mondo. E domani potremmo vedere anche altri games da casinò, come i giochi di casinò dal vivo in Italia, nella rosa degli eletti! I videogames in fondo non sono molto diversi: adrenalina, abilità, perspicacia, non sono forse delle doti umane?

Introdurre questi giochi dell’era moderna, inoltre, potrebbe far interessare le nuove generazioni alle Olimpiadi che ultimamente non sono certo così seguite dai più giovani. Seguendo le sorti mondiali di questi videogames si ritroverebbero inevitabilmente ad assistere anche ad altri sport tradizionali e potrebbero anche appassionarsi.

Dall’altra parte sono ancora diversi ad opporsi all’ingresso dei videogames nelle Olimpiadi perché non in linea con i giochi sportivi di tradizione mondiale oggi inclusi. Se è vero, sostengono, che anche le Olimpiadi si devono adattare ai tempi bisogna comunque tutelarne l’immagine di serietà e solennità. L’accesso dei videogames, secondo i contrari, sembrerebbe infatti una mossa fatta puramente a scopo commerciale.

Esports? Forse sì, ma con molte restrizioni

Le contestazioni dei contrari sono state accolte anche all’interno del CIO che infatti ha già detto che valuterà l’ingresso dei giochi elettronici nelle Olimpiadi solo con delle restrizioni ben specifiche. Lo spirito delle Olimpiadi e i suoi principi di base, infatti vanno assolutamente rispettati.

Pace, uguaglianza di genere, onestà e sportività non si sposano molto bene, infatti, con i gettonati killergames e con tutti gli altri giochi di violenza. Ecco che quindi i giochi più famosi, in primis Call of Duty e Fortnite, sono stati già messi in panchina. Poco importa, dunque, che siano giochi conosciuti e giocati in tutto il mondo e che siano di pura fantasia! Resteranno vincolati alle gare di settore.

Che giochi saranno quindi inclusi nelle Olimpiadi? I videogames di sport sostanzialmente di calcio, pallacanestro, rugby e quelli di simulazioni di guida. Un po’ poco, ma gli appassionati dovranno proprio accontentarsi perché i selezionatori sembrano irremovibili. Ancora sui piatti della bilancia del CIO giochi come quelli legati a lotta e arti marziali.

Foto da Twitter Esports Italia

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