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Massoneria a Castelvetrano, 27 arresti tra cui l’ex presidente dell’Ars Cascio

di Emanuele Termini

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Massoneria a Castelvetrano, 27 arresti tra cui l’ex presidente dell’Ars Cascio

| giovedì 21 Marzo 2019 - 07:27

I carabinieri di Trapani hanno arrestato 27 persone nell’ambito un’operazione contro una loggia massonica segreta di Castelvetrano. Contestati inoltre numerosi reati contro la Pubblica Amministrazione e l’amministrazione della Giustizia.

Tra gli arrestati numerosi esponenti politici e istituzionali della provincia di Trapani. Scoperto un vasto sistema corruttivo negli enti locali, quali il Comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani. La loggia massonica, secondo l’accusa, avrebbe condizionato la politica e anche il sistema giudiziario.

Massoneria, politica e giustizia: blitz a Castelvetrano

In manette anche l’ex deputato regionale di Fi Giovanni Lo Sciuto, l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante e l’ex deputato regionale di Fi Francesco Cascio, finito ai domiciliari. Altre 10 persone sono indagate a piede libero.

Cascio, 55 anni, dipendente dell’Asp di Palermo, esponente di primo piano di Forza Italia, ha ricoperto la carica di presidente del Parlamento siciliano dal 2008 al 2012. È stato anche deputato nazionale nel ’94 e nel ’96. Il politico siciliano era stato anche coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nelle elezioni regionali del 2012.

Nell’ottobre del 2016 era stato condannato dal Gup di Palermo, con il rito abbreviato, a due anni e 8 mesi e sospeso dall’Ars per effetto della Legge Severino. Nel dicembre di due anni fa era stato assolto e riabilitato.

Le perquisizioni nella sede della loggia

Nel corso dell’operazione “Artemisia” eseguita una perquisizione nei locali della loggia che si trova in via Giuseppe Parini a Castelvetrano. La superloggia segreta era formata da massoni, politici e professionisti. L’obiettivo sarebbe stato quello di orientare le scelte del Comune, nomine e finanziamenti a livello regionale e anche di ottenere notizie riservate sulle indagini in corso della magistratura.

Le 27 persone arrestate devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere segreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione (violazione della cosiddetta legge Anselmi).

La rete dei favori

Per gli stessi reati notificati anche 5 obblighi di dimora e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. Notificate altre 4 informazioni di garanzia. Le indagini, avviate nel 2015, ruotano attorno alla figura di Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale fino al 2017.

Lo Sciuto avrebbe creato un accordo corruttivo con Rosario Orlando – già responsabile del Centro Medico Legale dell’ Inps. Lo Sciuto avrebbe ottenuto da Orlando la concessione di numerose pensioni di invalidità per i suoi elettori, anche in assenza dei presupposti di legge.

Il medico dell’Inps avrebbe ricevuto regali ed altre utilità, oltre all’intercessione con l’ex Rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di un’informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia presso l’Università di Palermo.

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