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Giovannini a Palermo: “Fibrillazioni politiche| non inficino la fiducia nella ripresa”/VIDEO

Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini a Palermo per le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno  rinnova l’impegno del governo a sostegno del Meridione e della Sicilia. Poi si sofferma sul problema del precariato, molto sentito nell’Isola, perchè colpisce una grossa fetta di lavoratori, un tema che “non riguarda solo il settore pubblico – ha continuato Giovannini – ma anche il privato. Il decreto recentemente approvato da Camera e Senato, consente a molte persone che hanno lavorato a tempo determinato di fare concorsi per essere assunti a tempo indeterminato. E’ una soluzione parziale, d’altra parte la finanza pubblica ha dei vincoli molto forti, e quindi l’impegno del governo è quello di offrire comunque l’opportunità di lavoro”. E sulla situazione di governo, il ministro del Lavoro, ha ribadito la sua posizione di “tecnico” e ha sottolineato poi che “mi preoccupo che queste fibrillazioni possano incidere sulla fiducia nella ripresa”.

Giovannini torna sulle problematiche legate alla crisi, che continua farsi sentire nonostante tutti gli indicatori diano segnali di ripresa: “II tasso di disoccupazione così elevato, non è una sorpresa – ha detto Giovannini – in Italia ci sono tre milioni di disoccupati e tre milioni di persone scoraggiate, ai margini del mercato del lavoro. Se l’economia riprenderà –  si metteranno a cercare lavoro”. Inoltre ha precisato “nel 2014 il tasso di disoccupazione avrà un leggero aumento ma non ci si deve preoccupare”. Poi arriva la bacchettata all’economia del Mezzogiorno: “Come si stanno attrezzando le Regioni meridionali in merito ai fondi sulla programmazione europea 2014-2020?”, ha detto il ministro: “Siamo in zona Cesarini, non si possono perdere queste opportunità e questa è la partita delle prossime settimane”.

E sul bonus giovani il ministro ha replicato alle parole espresse da Grillo che aveva bollato come un flop le misure messe in campo dal governo: “Dire che il Governo ha messo i fondi su tre anni e poi sorprendersi che non ci sono state tutte le assunzioni nel primo mese non ha senso, anzi se avessimo messo tutti i soldi sul 2013, cioè 800 milioni e le domande fossero state basse e fossimo stati obbligati a spalmarle anche sul 2014 e 2015, allora avremmo potuto dire di avere sbagliato tutto”. “Il fatto che abbiamo distribuito i fondi su tre anni  – ha precisato il ministro – indica esattamente che non ci aspettavamo un boom. Quasi 14 mila domande in un mese non e’ un numero trascurabile. Tutt’altro. Tenete presente che 800 milioni di bonus assunzioni possono coprire 100 mila posti. Se l’economia non cresce e’ chiaro che le imprese non assumono a tempi indeterminato, per questo accanto a incentivi abbiamo messo in campo molti altri strumenti, ad esempio una maggiore flessibilità per i contratti a tempo determinato”.

La crisi ha colpito soprattutto le fasce più deboli della popolazione, che potrebbero ricevere una boccata d’ossigeno grazie al salario minimo garantito. “In Italia ci sono 5 milioni di poveri che non hanno alcun sostegno al reddito. Non si tratta di una social card e basta ma di un programma che favorirà l’inclusione sociale. Mi sto battendo per le modifiche alla legge di stabilità, è il momento che il salario minimo garantito arrivi anche in Italia. I Comuni potranno aggiungere le proprie risorse”.

Stefania Brusca

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