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Renzi, ambizioni e contraddizioni | Alfano (Ncd): “No a un governo di centrosinistra”

Nessun commento, solo un annuncio. Da palazzo Chigi, dove il premier Enrico Letta – mentre il suo partito sanciva in direzione nazionale la fine del suo esecutivo – ha incontrato il vicepremier Angelino Alfano i ministri di Nuovo Centrodestra, arriva solo una dichiarazione: “Domani andrò al Quirinale per dimettermi”. Non ha potuto far altro il capo del governo dopo che dalla direzione nazionale Pd è arrivata una bocciatura sonora, senza appello: 136 voti a favore della relazione del segretario Matteo Renzi, 12 contrari e due astenuti.

Il partito democratico che pure, in ogni intervento ha ringraziato Letta del suo impegno, lo ha scaricato. Disconosciuto. Additato per immobilismo, contestato per il mantenimento in vita grazie alle larghe intese. Eppure Matteo Renzi, che verosimilmente entro sabato o domenica riceverà il mandato dal capo dello Stato per formare un nuovo esecutivo, dovrà tenere conto che per ottenere la fiducia dal Parlamento italiano dovrà sempre far ricorso ai voti di quella maggioranza allargata che ha fin qui contestato. E soprattutto dovrà farlo fino al 2018 visto che nel documento che ha sottoposto alla direzione Pd parla di “un orizzonte di legislatura” che fa pensare alla scadenza naturale fissata appunto a 5 anni dal voto di elezione nel 2013.

Un cambio di inversione a U del segretario del Pd che alcuni, nella direzione che si è conclusa, hanno sottolineato come incomprensibile. Anzi hanno rimarcato come la fase nuova del governo, pure considerata una scelta ragionevole, debba essere spiegata con precisione all’elettorato democratico. Un’operazione di palazzo, la definiscono in tanti, o addirittura “la smisurata ambizione di Renzi” che, dal palchetto della sala riunioni della sede Pd, non l’ha smentita. Anzi.

Si attende di capire adesso come e in quale modo, gli alleati della coalizione – gli stessi che Renzi chiama in causa per sostenerlo – vorranno partecipare al nuovo esecutivo. Scelta Civica si è schierata: “La relazione di Renzi ci ha dato una risposta molto importante. Chiedevamo chiarezza al Pd e chiarezza abbiamo avuto, soprattutto sulla linea di radicale cambiamento di cui c’è bisogno” dice il segretario di SC, Stefania Giannini che continua: ” Renzi ha indicato un obiettivo che per noi era e resta molto importante che è quello della legislatura costituente. Noi siamo entrati in Parlamento per riformare il Paese e di certo non lo si può fare con un Governo a orologeria”.

Sel invece affida al capogruppo di Montecitorio, Gennaro Migliore, le sue perplessità: “Un governo con Alfano non ci interessa. La questione è che bisogna anche misurarsi con le proposte concrete in campo. Mi pare che l’idea di poter cambiare il governo possa essere realizzata in maniera diversa”.

In conferenza stampa, dopo la riunione dei parlamentari di Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano chiarisce la sua posizione: “Io mi sento in pieno dovere di coscienza, non solo nei confronti del movimento politico che abbiamo fondato, ma anche degli italiani, parole più generose di quelle che ho sentito nella direzione Pd – dice elencando i successi del governo di cui è stato vicepremier e ministro degli Interni – Dovremo confrontarci ora con la proposta del segretario Renzi. Ha detto com chiarezza che la proposta del nuovo governo si rivolge agli alleati che hanno sostenuto fin qui Letta. Noi siamo indisponibili ad aderire ad un governo politico che abbia un connotato di sinistra. Faremo valere in qualunque governo le istanze di centrodestra e se ci renderemo conto che queste istanze non saranno accettate e accolte, noi diremo no alla nascita del nuovo governo”. Una sottolineatura che sembra non tener conto della dichiarazione espressa da Renzi, che cioé il suo governo sarà “costituente”, quindi di fatto d’emergenza.

Critiche le forze di opposizione in Parlamento.  Il presidente di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa rintuzza il metodo Renzi: “Questa fase non assomiglia alla Seconda Repubblica ma addirittura alla Prima e credo che quell’aurea di novità che poteva suscitare Renzi si sia di conseguenza fortemente attenuata. Per Fratelli d’Italia è ora di immaginare un governo che sia di sinistra o di centrodestra ma che non sia più la somma di programmi che in questi anni ha prodotto solo danni. Chi vince le elezioni deve assumersi le responsabilità  e il merito o il torto di salvare o peggiorare le condizioni degli italiani”.

Egidio Villa

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Egidio Villa
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