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Lampedusa, aperta un’inchiesta per omicidio | Il numero delle vittime continua a salire

Il numero delle vittime del naufragio che ieri ha macchiato il mare al Sud di Lampedusa continua a salire: i corpi recuperati sono 17 ma se è vero che sul barcone c’erano 400 migranti, le vittime potrebbero essere centinaia. Un pomeriggio da incubo quello di lunedì che subito ha riportato alla memoria quel 3 ottobre del 2013 in cui oltre 300 migranti persero la vita.

Adesso la procura di Catania, coordinata da Giovanni Salvi, aprirà un’inchiesta su quest’ennesima strage di migranti. La competenza è, al momento, radicata nel capoluogo etneo perché è il primo luogo italiano in cui arriveranno i 17 corpi finora recuperati e i 206 superstiti, che sono su nave Grecale.

La Procura etnea eseguirà atti urgenti, ipotizzando i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Di chi sia la colpa è ancora da scoprire ma di certo Italia e Europa hanno deciso di passarsi a vicenda la palla, mentre nel mare tra la Sicilia e l’Africa continuano a morire persone.

Segno che, probabilmente, non bastano più gli sforzi che l’Italia sta facendo con Mare Nostrum ed occorre, invece, mettere in piedi una missione internazionale per tentare di bloccare i trafficanti di morte e consentire alle migliaia di richiedenti asilo che si trovano in Libia di poter presentare le domande in quel paese.

E con i morti ancora da recuperare, riparte, puntuale, il balletto della politica, con l’Italia che rinnova le accuse all’Europa di lasciarla sola e Bruxelles che, almeno stavolta, sembra ammettere le sue responsabilità. Matteo Renzi sarà in Sicilia mercoledì e sarà quella l’occasione, dice il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, per trattare “in maniera più approfondita” l’intera vicenda. Il premier ribadirà con ogni probabilità che l’immigrazione sarà una delle priorità del semestre italiano di presidenza dell’Ue e chiederà un maggior coinvolgimento dell’Europa. Cosa che Angelino Alfano ha già fatto oggi, ‘minacciando’ Bruxelles: “Le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi, l’Europa non ci sta aiutando. O l’Europa ci aiuta a presidiare la frontiera o faremo valere il principio che il diritto d’asilo riconosciuto dall’Italia si possa esercitare in tutta Europa”.

All’Europa si rivolge anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, parlando di un “deficit di cooperazione”, e quello degli Esteri Federica Mogherini definendo “inaccettabili” le stragi di innocenti. “Sicuramente” ci sono state mancanze dell’Ue, afferma il titolare della Farnesina, “noi sappiamo che dobbiamo continuare a salvare vite, Mare Nostrum serve a questo oltre che a contrastare il traffico di essere umani, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino”. Ecco perché la gestione del problema “è una responsabilità che dobbiamo portare avanti insieme a tutti gli altri paesi europei perché non sono frontiere italiane, sono frontiere europee”.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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