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Estate 2014, 30 milioni di italiani restano a casa | Federalberghi: “Aeroporti pieni, autostrade vuote”

Lieve ripresa per il settore del turismo in Italia. torna a crescere il giro d’affari ma la fine del tunnel ancora non si vede. Il 53% degli italiani resta a casa, principalmente per motivi economici. “Il cosiddetto esodo estivo, del primo fine settimana di agosto, rischia quest’anno di vedere gli aeroporti pieni e le autostrade vuote” è l’analisi del Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura di un’indagine last minute sui consumi turistici estivi degli italiani che riguarda tutti i tipi di vacanza, non solo quella in albergo.

 “Mentre prosegue ad un ritmo del +2,5% la crescita della clientela estera diretta in Italia, -aggiunge Bocca- che rappresenta sempre più l’ancora di salvezza del settore e conferma l’ottimo rapporto qualità-prezzo del nostro sistema, lo stato di sofferenza dell’economia turistica italiana purtroppo continua a tenere in ginocchio soprattutto le località orientate prevalentemente al mercato italiano delle famiglie, sempre più costrette a rinunciare alla vacanza o a ridurne la durata.

L’indagine è stata realizzata dalla Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions ed effettuata dal 21 al 28 luglio con il sistema C.A.T.I.(interviste telefoniche) ad un campione di 1.200 italiani maggiorenni rappresentativi degli oltre 60 milioni di connazionali maggiorenni e minorenni.

“Inoltre i mesi di giugno e luglio sono stati condizionati negativamente dal fattore climatico, a causa di alcuni episodi di maltempo reale e da molti allarmismi infondati annunciati da siti scandalistici a caccia di click e proventi pubblicitari. Nel complesso quindi -analizza il Presidente degli albergatori italiani- si registra un’estate di vacanze per 28 milioni di persone tra maggiorenni e minorenni, pari al 47% degli italiani. L’incremento rispetto ai 26,8 milioni dell’estate 2013 andrà in prevalenza a beneficio delle destinazioni estere e ci lascia in ogni caso ben lontani dai 33,2 milioni del 2011. Stesso discorso per il fatturato, che risale da 16,2 a 17 miliardi di Euro grazie agli “espatriati”, ma registra un calo del 15% rispetto al 2011.

“Nei giorni scorsi abbiamo commentato favorevolmente il varo della legge che fissa alcune prime misure destinare a supportare il rilancio del turismo italiano -sottolinea Bocca- Occorre proseguire con decisione sulla strada tracciata, ed adottare ulteriori misure, per aumentare la dotazione finanziaria a sostegno degli investimenti, ridurre la pressione fiscale, semplificare le normative, migliorare la visibilità dell’Italia sui mercati internazionali, favorire il rilascio dei visti turistici. Merita invece un cartellino rosso l’incomprensibile dietrofront compiuto dal Governo alla Camera in materia di limiti all’utilizzo di danaro contante, -conclude Bocca-, che sbarra la porta ai turisti stranieri che desiderano effettuare vacanze ed acquisti in Italia. Mantenere a mille euro il limite significa fare un regalo ai paesi confinanti, che attirano clientela, anche italiana, grazie a legislazioni più favorevoli, come accade in Austria (nessun limite), in Svizzera (nessun limite), in Slovenia (15.000 euro) e nella stessa Francia (3.000 euro)”.

QUANTI IN VACANZA – Crescono nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) gli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una breve vacanza fuori dalle proprie mura domestiche, dormendo almeno 1 notte fuori casa. Sono infatti circa il 47%, pari a 28 milioni di persone tra maggiorenni e minorenni, gli italiani che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze. Gli indecisi sono appena il 3,8% a conferma di una situazione ormai consolidata. La durata delle vacanze estive quest’anno è mediamente di 9 notti rispetto alle 11 notti del 2013 (-18%) e nell’81% dei casi (oltre 22,7 milioni) gli italiani rimarranno in Italia (rispetto all’87% del 2013, quando si mossero in oltre 23 milioni nel Bel Paese) mentre nel 18% dei casi (oltre 5 milioni) andranno all’estero(rispetto al 13% del 2013, quando partirono in 3,6 milioni). Il giro d’affari si attesta sui 17 miliardi di Euro rispetto ai 16,2 miliardi di Euro del 2013. Per quanto riguarda la clientela straniera, dai dati dell’Osservatorio Federalberghi emerge un incremento tendenziale del +2,5%.

QUANTI NON IN VACANZA – Quasi 30 milioni di connazionali rimangono a casa questa estate. I motivi per i quali questa fetta maggioritaria di connazionali non si muove di casa, sono dovuti nel 58% dei casi a motivi economici rispetto al 54% del 2013. Un altro 24% dichiara motivi di salute, il 14% parla di motivi famigliari, un 6,5% dichiara di non poter partire per motivi di lavoro ed un 5% indica che farà vacanze in un altro periodo.

LA VACANZA IN ITALIA – Nella generalità dei casi la vacanza estiva degli italiani è ‘consumata’ in località marine. Il 70% rispetto al 69% del 2013 preferisce la spiaggia, con il dettaglio che vede il 48,5% scegliere il mare della Penisola o delle due isole maggiori (rispetto al 47,4% del 2013), mentre il 21,8% (rispetto al 21,4% del 2013) riversarsi nelle isole minori. Segue in classifica generale la montagna con il 15,1% delle preferenze (rispetto al 16,6% del 2013) ed in crescita le località d’arte maggiori e minori con il 5% (rispetto al 4,2% del 2013). In calo le località termali e del benessere con il 2,4% della domanda (rispetto al 2,9% del 2013) ed in leggera risalita le località lacuali dove si attesta l’1,6% della domanda complessiva italiana (rispetto all’1,4%del 2013).

LA VACANZA ALL’ESTERO – Per chi sceglie di “espatriare” e, quest’anno, come detto, sono 5 milioni (rispetto ai 3,6 milioni del 2013) i connazionali che si sposteranno oltre confine, la scelta ricade essenzialmente sullegrandi capitali europee a discapito dei mari tropicali/località esotiche. Le grandi capitali europee raccolgono il 47,2% della domanda (rispetto al 43,5% del 2013), dato caratterizzato anche dal ‘fenomeno’ sempre più diffuso di effettuare un sopralluogo in famiglia laddove un figlio si recherà nei prossimi mesi per l’Erasmus universitario o per studiare una lingua straniera. Seguono le grandi capitali extra-europee con New York in testa (15,3% della domanda), i mari tropicali/località esotiche che scendono al 12,6% dal 15,2% del 2013, con un’impennata delle Canarie al 74,5% dal 51,8% del 2013 a discapito del Mar Rosso al 25,5% dal 48,2% del 2013.

LA SPESA MEDIA – La spesa stimata per la vacanza estiva principale (comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) è di 742 euro (rispetto ai 723 Euro del 2013). Nel dettaglio, per la vacanza in Italia vengono spesi in media a persona 660 Euro rispetto ai 670 Euro del 2013. Per la vacanza oltreconfine la spesa media pro-capite si attesta invece sui 1.080 Euro rispetto ai 1.062 Euro del 2013. Il giro d’affari complessivamente prodotto, considerando l’incremento d’italiani all’estero con conseguente spesa maggiorata rispetto alla vacanza nel Bel Paese, è di 17 miliardi di Euro, in aumento del 4,6% rispetto all’estate 2013 (quando l’importo fu di 16,2 miliardi di Euro).

DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno, scelte dagli italiani per trascorrere le proprie vacanze estive, l’albergo rimane il leader incontrastato. Il 29,2% lo sceglie rispetto al 30,6% del 2013. Seguono, nell’ordine, la casa di parenti o amici con il 19,3% come nel 2013, la casa di proprietà con il 14%come nel 2013, l’appartamento in affitto con l’11,2% (9,4% nel 2013), il villaggio turistico col 7,8% (9,6% nel 2013). Cala il residence col 5,7% (7,1% nel 2013), sale il bed&breakfast con il 3,3% (2% nel 2013) e rimane stazionario il campeggio con il 2,7% (2,8% nel 2013).

MALTEMPO – Dall’analisi del periodo di svolgimento delle ferie estive degli italiani, appare evidente quanto il maltempo abbia potuto influenzare le scelte dei viaggiatori. Giugno infatti ha segnato un -9% di partenti e luglio è arrivato ad un -14% per un calo complessivo pari aquasi 800 mila italiani nel bimestre (da 9,4 milioni nel 2013 a 8,6 milioni nel 2014). Quanto alle previsioni di agosto e di settembre, il primo mantiene le quote dell’anno scorso (57% della domanda) ed il secondo passerebbe dall’8,4% del 2013 al 9,4% di quest’anno.

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Stefania Brusca

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  • Se persiste la rinuncia alle vacanze per motivi economici, perché le tariffe di agosto sono sempre più alte? Considerando che agosto è il mese di ferie degli operai non si potrebbero cancellare le tariffe di alta stagione? Credo che qualche operaio ne approfitta per delle vacanze!!!!!

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Pubblicato da
Stefania Brusca
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